Raffaele Foglietti, un ‘Don Chisciotte’
nella Macerata di fine Ottocento 

STUDI - Della sua controversa figura si è parlato in un convegno di Unimc per iniziativa dell’Alam
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Raffaele Foglietti

 

di Alessandro Feliziani

Per tutta la vita lui stesso si è considerato un ‘Don Chisciotte’. Molti dei suoi contemporanei, invece, lo vedevano soprattutto come un bastian contrario che a causa del suo pessimo carattere collezionava una serie di fallimenti professionali, come avvocato e anche come giornalista, nonché come amministratore pubblico (eletto due volte consigliere comunale) nella Macerata post unitaria. Solo i suoi studi storiografici, sui quali si è impegnato a lungo, benché quasi ignorati o addirittura “disprezzati” durante il suo tempo, hanno suscitato un qualche interesse nel secolo successivo, pur destando a volte scetticismo nel mondo accademico e scientifico. Questo è stato Raffaele Foglietti (1847-1911), oggi una sorta di “Carneade”, al quale l’Alam (Associazione laureati ateneo maceratese) ha dedicato un convegno allo scopo di suscitare interesse verso questa complessa e controversa figura, ma anche – ha detto Daniela Gasparrini Pianesi, presidente dell’associazione – per fare ulteriore luce, attraverso i suoi scritti e le sue testimonianze, sulle vicende cittadine negli ultimi decenni dell’800 e sulla storia di Macerata nei secoli.

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Daniela Gasparrini Pianesi, Ermanno Calzolaio e Patrizia Scaramazza

Macerata – dove Raffaele Foglietti era arrivato nel 1853 con la famiglia dalla natia Falerone (il padre Giuseppe era avvocato nello studio Pantaleoni) – ha costituto sempre il suo maggiore interesse di studio. Si era “innamorato” ben presto della città, concludendo proprio a Macerata gli studi liceali iniziati all’istituto Campana di Osimo. Pur amando la sua città, non nutriva però altrettanta simpatia per i maceratesi o per lo meno per gli esponenti cittadini più in vista. All’indomani della battaglia di Castelfidardo del 1860 con la quale le Marche furono annesse al regno d’Italia, Foglietti definì i notabili locali dei voltagabbana, pronti a salire sulla carrozza dei vincitori. Egli polemizza aspramente, infatti con i sostenitori dei piemontesi che accusa di “espropriare” Macerata del ruolo che la città aveva avuto durante lo Stato pontificio. Anche il giorno in cui discute la tesi in giurisprudenza all’università di Macerata polemizza addirittura con la commissione di laurea, privandosi così della possibilità di ottenere il diploma con il massimo dei voti.
Nella vita cittadina si definisce lui stesso un Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento, “molti dei quali – ha sottolineato Riccardo Piccioni, docenti di storia contemporanea – Foglietti se li costruiva da solo”. Fervente cattolico e antimassonico, Foglietti entra in contrasto praticamente con tutti, tanto che si “autoespelle” da diverse associazioni e circoli culturali cittadini. L’unica occasione che lo vede in sintonia con gli ambienti più in vista della città è, alla fine degli anni Settanta dell’800, la mobilitazione cittadina per salvare l’università dal progetto di soppressione avanzato dal governo.

convegno-Raffaele-Foglietti-1-325x244La morte di quattro figli in tenerissima età ha un forte contraccolpo psicologico su Foglietti che inizia ad incontrare cocenti delusioni nell’attività forense. Per due volte tenta di tuffarsi nel giornalismo, prima collaborando a Il Vessillo delle Marche (periodico che si pubblica a Macerata dal 1861 al 1899), poi diventandone per pochi mesi anche direttore, ma a causa del suo “donchiscittismo” trova anche in questo l’ennesimo fallimento. Non gli resta che tuffarsi negli studi storici e storiografici e qui Foglietti produce il meglio di sé, anche se a volte pecca nel voler perseguire le proprie convinzioni, prive di concreti riscontri, come – ad esempio – il fatto che papa Celestino II fosse nato nel maceratese o che uno “studio del diritto” a Macerata fosse stato presente già prima del 1290. Il convegno, organizzato dall’Alam e dall’Università presso l’aula Verde del polo didattico Pantaleoni, è stato introdotto dal prof. Ermanno Calzolaio e si è soffermato proprio sulle opere storico letterarie di Foglietti che – probabilmente per il carattere polemista dell’autore – suscitarono a suo tempo maggiore riscontri fuori Macerata. Tant’è – come ha ricordato la professoressa Gabriella Almanza Ciotti, parlando del contributo dato da Raffaele Foglietti all’edizione del “Journal de Voyage” di Montaigne (opera per certi versi antesignana della cosiddetta letteratura di viaggio) – fu proprio il curatore dell’opera, il noto critico letterario e francesista dell’epoca Alessandro D’Ancona, a rivolgersi all’avvocato maceratese per avere materiale utile per poter stilare le note critiche da inserire nella parte relativa alle Marche.

convegno-Raffaele-Foglietti-3-325x244L’opera maggiore di Foglietti è la “Storia di Macerata”, frutto di una serie di sue conferenze. L’opera, nella quale l’autore esprime alcune valutazioni a suo tempo non da tutti condivise, spaziano dall’antichità al Medioevo. Per l’architetto Silvano Iommi l’importanza di quest’opera sta nella meticolosa ricerca di Foglietti sui toponimi. Una ricerca condotta con perizia, poi arricchita con le mappe che Foglietti disegna con cura e precisione. L’aspetto più prezioso dell’opera complessiva di Foglietti – ha spiegato Iommi – sta nel fatto che occupandosi di storia locale per comprendere il presente lui si spinge ad interpretare la contemporaneità ea alcune conclusioni a cui giunge troveranno concreta risposta nei fatti dopo oltre cinquant’anni dalla sua morte, attraverso i risultati di alcuni scavi archeologici. Parlando del lavoro di analisi delle fonti documentarie si è fatto riferimento durante il convegno al “Catasto maceratese del 1268” e alla “Costituitiones Marchiae Anconitanae”, opera di Foglietti presente nella libreria online della prestigiosa università di Harvard, su cui si è soffermata con una apposita relazione Patrizia Scaramazza.
Il nome di questo “Carneade” maceratese oggi lo si può leggere in una piccola lapide nella parte monumentale del cimitero di Macerata e in una targa stradale posta in una piccola via a lui intitolata nella frazione di Sforzacosta. Per notizie più approfondite sul personaggio si può leggere un ampio saggio che lo storico locale Libero Paci ha dedicato nel 1980 a Raffaele Foglietti, pubblicato negli atti del Centro studi storici maceratesi.



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