Tricolore al palazzo comunale,
il sindaco stoppa le polemiche
APPIGNANO - Il primo cittadino risponde sull'azienda che ha realizzato il progetto e che ha avuto uno spazio pubblicitario su una rotatoria che però ha riqualificato e che si occuperà della manutenzione
Illuminazione tricolore del palazzo comunale di Appignano, il sindaco dopo le polemiche sull’affido dei lavori e sui colori che richiamo la bandiera ungherese: «è il frutto di un progetto proposto da un privato, la ditta Fapam, in virtù del quale il Comune concede lo spazio di una rotatoria, per la pubblicità della medesima ditta, per 10 anni e la ditta quale corrispettivo si è offerta di realizzare a proprie spese l’illuminazione del palazzo Comunale. Va detto che la ditta si è accollata la manutenzione della rotatoria stessa per l’intero periodo di durata dell’accordo, l’ha riqualificata e sistemata a proprie spese aggiungendo anche delle proprie insegne a fronte proprio della sponsorizzazione chiesta, si è accollata anche la manutenzione dell’intero impianto di illuminazione per i primi tre anni di durata dell’accordo». Il primo cittadino aggiunge che «Tutto l’iter è documentato e documentabile tant’è che vi è stato regolare avviso sull’Albo pretorio e sul sito istituzionale del Comune. Rifiuto fermamente ogni e qualsiasi illazione circa irregolarità, “inciuci” o concessioni varie e qualsiasi altra non verità in merito».
Per quanto riguarda l’illuminazione «l’intero progetto per il Comune ha avuto un costo pari a zero a fronte del quale la comunità ha una rotatoria che dopo svariati anni è stata riqualificata ed un impianto di illuminazione del palazzo comunale fruibile. Proprio in merito al predetto impianto lo stesso è una creazione artistica con luci modulabili, nel senso che con esse si possono realizzare vari colori, oppure un unico colore dell’intera facciata del palazzo. Ci sono dei colori principali che mixati tra loro possono dar luogo a numerose varianti». Il primo cittadino continua dicendo che, per «l’illuminazione realizzata in occasione dell’inaugurazione e dell’evento Sibillini e Dintorni, l’intento era ed è quello di riprodurre i colori che rimandano al tricolore. Infatti, numerosi sono casi di illuminazione di palazzi pubblici o di monumenti storici eseguita nella medesima maniera di quella del nostro comune». Il primo cittadino aggiunge ancora che «questa amministrazione si limita a continuare a dedicarsi ad amministrare e ad eseguire il programma elettorale per cui è stata scelta dai cittadini. Ci concentreremo quindi sulle cose da fare e già programmate quali ad esempio il finanziamento della scarpata di via IV Novembre, la prossima stipula di convenzione con il Consorzio di bonifica Marche per la pulizia del letto del Monocchia a tutela e prevenzione delle problematiche idro geologiche, l’avvio del procedimento per un bando pubblico di assegnazione dei servizi cimiteriali, l’avvio delle procedure di bonifica dell’amianto. Come sindaco e come maggioranza auspichiamo che i rapporti di collaborazione tra il pubblico ed il privato possano continuare ed incrementarsi, in modo che il Comune di Appignano possa continuare a beneficiare degli effetti di questa collaborazione».
Luci sul palazzo comunale, Buldorini: «Il tricolore è dell’Ungheria»


Chi conosce la macchie di Rorschach (https://it.wikipedia.org/wiki/Test_di_Rorschach) sa che molte rappresentazioni sono interpretate differentemente dalle persone e addirittura dalla stessa persona in tempi diversi. Bèh, a mio avviso questo è proprio un caso del tipo “macchie di Rorschach”. Personalmente infatti io vedo esattamente l’idea dell’Italia in quanto i colori quelli sono. All’Ungheria non ci penso proprio.
Quot capita, tot sententiae.