Biomateriali antibatterici,
successo europeo per Unicam

CAMERINO - ll progetto, coordinato dal professor Roberto Spurio, è stato finanziato dal programma europeo Rise

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Il professor Spurio

Non si arrestano i successi per la ricerca di Unicam. L’Università di Camerino conquista, infatti, anche un altro successo nell’ambito del programma europeo Rise, che finanzia progetti per la ricerca scientifica e la mobilità dei ricercatori che collaborano al progetto. Ad ottenere un finanziamento per un importante progetto sullo sviluppo di materiali multifunzionali innovativi per dispositivi medici, è stato anche il gruppo di ricerca coordinato dal prof Roberto Spurio della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria.

Il progetto finanziato, della durata di 48 mesi, denominato “Bio-Tune”, ha l’obiettivo di studiare biomateriali innovativi per la produzione di dispositivi medici, quali ad esempio protesi dentarie, con proprietà antibatteriche, per affrontare ed evitare problemi quali rigetto o infezioni.

Le superfici dei dispositivi medici che facilitano l’adesione cellulare potrebbero favorire anche la colonizzazione da parte di batteri. Le infezioni dei biomateriali e la conseguente formazione di biofilm batterici possono causare gravi danni e ridurre significativamente la qualità della vita del paziente. Di contro, i tentativi di inibire la colonizzazione batterica sono spesso concentrati sull’uso di agenti citotossici.
Per aumentare, pertanto, l’efficienza dei dispositivi medici, le superfici costituite da biomateriali dovrebbero essere in grado di ridurre i livelli di colonizzazione batterica ed è proprio in questo senso che andrà ad operare il progetto Bio-Tune.

«Siamo molto soddisfatti per questo importante risultato – ha sottolineato il prof. Roberto Spurio. Il gruppo di ricerca Unicam, che oltre al sottoscritto comprende il dottor Attilio Fabbretti e la dottoressa Anna Maria Giuliodori, lavorerà in particolare allo sviluppo di nuove molecole con attività antibiotica a lento rilascio, che aderendo al biomateriale impedirebbero la colonizzazione dei batteri».

Obiettivo dei progetti Rise è quello di finanziare la ricerca di eccellenza e consentire ai ricercatori che lavorano all’interno dello stesso progetto di incontrarsi per condividere esperienze di ricerca, apprendere nuove tecniche, scambiarsi conoscenze ed idee, divulgare i risultati della propria ricerca, creando altresì opportunità per il trasferimento tecnologico delle conoscenze acquisite e sviluppate. Per questo progetto, Unicam fa parte di un network di 10 gruppi di ricerca di Atenei internazionali, di cui 5 europei e 4 extraeuropei.

«Vorrei sottolineare – prosegue il prof Spurio – un fatto molto significativo e rispondente proprio agli obiettivi del programma Rise: la possibilità di entrare a far parte di questo prestigioso network ci è stata data da un giovane ricercatore, che ha conseguito il dottorato di ricerca in Unicam e che ora lavora all’Università di Lima, in Perù, il dottor Paul Milon. Avremo quindi la possibilità di lavorare insieme a team di ricerca internazionali e visitare anche i loro laboratori, così come ospitare i colleghi stranieri nei nostri”.



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