Il centrodestra boccia Ceriscioli:
«Fallimento totale sulla sanità»
ANCONA - Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Area Popolare passano in rassegna le criticità nel settore, dalle inchieste sull'Asur, alle liste d'attesa, passando per la mobilità passiva e il rapporto pubblico-privato: «è l'intero sistema a non funzionare»

Da sinistra, la consigliera regionale della Lega, Marzia Malaigia, il consigliere Ap, Mirco Carloni, la capogruppo Fdi, Elena Leonardi, e e il capogruppo leghista, Sandro Zaffiri
di Martina Marinangeli
Il centrodestra compatto sferra un attacco contro il governatore-assessore Luca Ceriscioli sulla gestione della sanità. Dalle inchieste sull’Asur, alle liste di attesa, dalla progressiva perdita della sanità di prossimità alla mobilità passiva, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Area Popolare passano in rassegna tutte le criticità, sostenendo che «è l’intero sistema a non funzionare. La miglior rappresentazione del fallimento della giunta regionale è la sanità».
A dare inizio all’attacco è il capogruppo del Carroccio, Sandro Zaffiri, che con una dichiarazione sibillina, invita la magistratura che sta indagando sull’Asur «a verificare se sia colpa dei tecnici o dei politici e a guardare con attenzione come sono stati determinati gli appalti». Il riferimento è al decreto 87 del dicembre 2018 della Stazione unica appaltante, quello che ha per oggetto la gara per l’affidamento del servizio di pulizie delle Aziende sanitarie della regione per un importo di 116.450.236. Al netto delle inchieste, per le quali l’iter giudiziario sta facendo il suo corso, Zaffiri punta anche il dito contro «il fallimento su uno degli obiettivi principali che si era posto Ceriscioli, ovvero la diminuzione delle liste d’attesa, e una totale assenza di programmazione, come emerge in maniera evidente dal Piano socio sanitario, che per la parte attuativa demanda tutto alla giunta».
E inoltre, come sottolinea la capogruppo Fdi, Elena Leonardi, «il documento che dovrebbe tracciare le linee guida del settore arriva al termine del mandato, quando quello precedente era scaduto ancor prima dell’insediamento». La consigliera chiede inoltre di discutere la proposta di legge per «reintrodurre la libertà di cura», legata alla questione dei «mancati rimborsi per le trasferte ai malati oncologici». Secondo Mirco Carloni (Ap), infine, «in questa regione il privato erode il sistema sanitario minimo, sostituendosi al pubblico nella fase diagnostica, ma poco in quelle fasi di cura e assistenza dove ce ne sarebbe magari necessità. Invece di ispirarci ai modelli positivi di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, concorriamo a migliorare la loro qualità sanitaria con la mobilità passiva». L’ultimo affondo, poi, le destre lo assestano «sulla fuga dei primari, chiamati ad operare in un contesto di assoluta precarietà».
Ceriscioli dovrebbe essere condannato a passare il suo tempo libero per almeno otto ore dopo le elezioni a cambiare padelle e pappagalli in tanti dei cronicari da lui inaugurati. Naturalmente rimanendo almeno politicamente disoccupato sarebbe di aiuto farsi aiutare nei lavaggi anche da chi come va di moda adesso è da anni in politica senza aver mai lavorato e aver sempre frequentato quelle associazioni dove trovare voti è l’attività più sviluppata. Da quattro anni Ceriscioli viene attaccato prima per la sanità poi per il terremoto da orde di barbari che non riescono a comprendere la sua sensibilità. Proprio ieri ho letto di una sua operazione di matematica quantistica dove aggruppando una serie di zeri, suoi di diritto ma che con una farneticante disamina accusava a destra, anzi no al all’attuale governo le sue innumerevoli e tragiche mancanze a partire da quelle povere bestie le cui fotografie dovrebbero essere rimaste impresse in menti meno politiche indi più recettive che immortalavano animali con gli occhi persi nel freddo, nella paura e nella neve. Di lui invece le foto mostrano un sorriso beffardo circondato da spigolosi lineamenti tipici secondo Lombroso di chi è affetto da delirante mania di grandezza, scarsa intelligenza e tendenza antisociale con problemi di aggregazione con chi giudica inferiore intellettualmente non potendo però provarne la più minima congiuntura. Ho provato a fare un blando commento che però non ho visto eppure il mio era solo un innocuo gioco che partiva dall’immagine dello Scjapichetti che sembrava turarsi il naso. Questa pratica, come ben si sa fa comunque passare tutte le esalazioni che non si vorrebbero passassero in zona olfattoria . Anche qui, anche se un minimo non di ragione ma diciamo di constatazione che oltre a lui c’è chi potrebbe se non migliorare di certo non peggiorare e sarebbe anche possibile ( ed è questo lato del Ceriscioli, che mai lo ha nemmeno sfiorato che mi rende meno sopportabile solo sentirne il nome che spesso come tutti sappiamo abbinato agli alti due, il maceratese e il civitanovese di cui di quest’ultimo non si è mai capita la sua funzione tanto che mi sorge il dubbio che sia il loro autista). Gradirei che la politica continuasse a tenersi lontana dalle vicende che lo vedono partecipe lasciando alla gente normale che pur avendo chiaramente un’idea politica, non tutti certamente, fare le loro rimostranze il giorno che verrà chiamata al voto. Su Ceriscioli meno politica, anche perché da qualunque parte ti giri, grosse novità ma nemmeno piccole se ne vedono e più libertà di decidere con la propria esperienza, conoscenza che in questi quattro anni possono attingere da tutte le parti che ha massacrato, persino dove diceva di dare una mano non ha fatto altro che mostrare maggiormente la sua più completa incapacità ad amministrare addirittura una Regione già in grave crisi economica dove i servizi sono diventati un optional. Sapere di affidare a quest’uomo qualcuno da cui dovrebbe da lui apprendere un qualsiasi insegnamento mi fa venire i brividi e qualcosa di più anche della collera. Adesso bisogna fare gli italiani? Che utopico desiderio. Pesaro.8 agosto 2019 0re 08.15.38