Anfitrione vince le elezioni:
è il volere degli dei

URBISAGLIA - L'anteprima nazionale dello spettacolo ispirato al testo di Plauto, con tanti riferimenti all'attualità politica, convince il pubblico. Grande prova degli attori nell'anfiteatro romano

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Il cast di Anfitrione

 

di Maurizio Verdenelli (foto di Anna Maria Cecchini)

Sold out! L’anfiteatro romano di Urbisaglia e Plauto, a sprezzo della concomitante concorrenza dello Sferisterio, hanno registrato ieri sera il tutto esaurito. «Quasi»dice modestamente la bravissima e riconfermata assessora Cristina Arrà – seduta accanto al sindaco Francesco Paolo Giubileo– cui si deve rilancio ed ‘aperture’ della stagione del teatro classico, capace di 7.635 posti nell’epoca d’oro del dominus Publio Silva Nonio Basso, evasore degli Zeloti. Ora le gradinate non ci sono piu, al posto dei Marmi poderose piante nate spontaneamente nel silenzio dei secoli, ma ieri sera per l’anteprima nazionale di un’opera ever green dal 206 a.c ad oggi, l’arena dove combattevano mortalmente decine e decine di coppie di gladiatori era perfettamente gremita. Eterna magia di Anfitrione, testo sul quale si eè misurato tra molti altri l’immenso Molière e ai giorni nostri Sergio Pierattini, per una produzione de La Pirandelliana (in scena il presidente Valerio Santoro nel ruolo di Mercurio) in collaborazione con la Fondazione Teatro della Toscana.

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Il sindaco Paolo Giubileo e l’assessore Cristina Arrà

L’anteprima urbisalviense, in un contesto unico dove le luci di Pasquale Mari hanno trovato nella vivente scenografia arborea alle spalle dell’essenziale scenografie di Laura Benzi (una villetta in quel di Fasolara con stilemi greci al piano superiore) un naturale ‘acceleratore’, è stato senza dubbio un successo con gli attori che sbucavano dall’affollata platea come nel Living Theatre. Scrive Pierattini: “L’Anfitrione 2019 è un arrembante politico, un dilettante populista che, con la sua esordiente formazione politica, ha appena sbaragliato gli avversari con un sorprendente e inatteso plebiscito. Sosia, suo servitore, si è trasformato in un autista portaborse mentre la bella Alcmena, moglie ddl trionfatore delle elezioni e prossima First Lady, è divenuta insegnante di scuola media di una piccola città di provincia”. Evidenti i richiami a lider maximi di oggi e di appena ieri, in una ruota tricolore come la bandiera italiana che Anfitrione porta in scena come una coda, appesa ai calzoni.

saluti-anfitrione Amante ossessivo dei selfie e di strampalati comizietti politici you tube, con importanti lacune in Storia, gravemente inconsapevole della consecutivo temporum e del congiuntivo, un eccellente Antonio Catania tiene la scena con un irresistibile Giovanni Esposito, un Sosia di nome (lo stesso dell’interprete) e di fatto, napoletano veramente. A bloccare il protagonista solo un prolungato problema audio dal quale pure esce vincente. Dice rivolgendosi al pubblico, interrompendo la scena, l’assistente del regista Filippo Dini: «Scusate, ripartiamo subito». E l’attore, pronto: «Per dove?». Risa del pubblico. Tornato dopo 10 minuti sul palco, Anfitrione/Catania si sfoga, fuori copione, così sul filo del personaggio voluto da Pierattini: «politicamente boicottato…ma non finisce qui». E i successivi sfrigolii dell’audio ‘impertinente’ vengono bollati : «Gli uccellini!». Per fortuna i problemi tecnologici dell’anteprima nazionale finiscono qui. E c’è tutto l’agio per ammirare una perfetta Barbora Bobulova, una sexy Alcmena dove è difficile intuire la Coco Chanel  della miniserie tv con la camaleontica attrice slovacca naturalizzata italiana.

pieno-anfitrioneLa conclusione ? Dopo l’uscita di Giove (Gigio Alberti) deus ex machina con Mercurio del trionfo elettorale del nuovo presidente del consiglio, questi pensa bene di utilizzare il brand “Dei” come nuovo messaggio politico in sostituzione di tutti i nuovi ‘ismi’ a cominciare da organismo, populismo superando anche il tema dell’immigrazione clandestina. Al brindisi finale si sottrae però Alcmena, il testo lascia una speranza al femminile. Del cast fa parte anche un’incisiva Valeria Angelozzi, ?4gyg4g1HVlFg2MIhTlbIUm9IBg5kig3lOIpjKicknHej1JxLugylUGYHhMFhDKlg6KJF5GPI2IxGMh0Ixg1I4HSmsLZj8MDmmf1LnHFINJtM2JeJNleMcMsKsgiI2HYK8l0JSmDlQkkFMlVkfKoMRkYMaiTM0KuklKpGLLemeLVGeJ3l90TlG21uip0d51Bromia, moglie di Sosia. Da citare infine le musiche originali di Arturo Annecchino. Il pubblico (in prima fila il regista/commediografo Fabio Macedoni che ha collaborato alla stagione con i ragazzi attori del Classico di Macerata guidati da Francesco Facciolli) ha gradito e si è divertito. L’Anfitrione di Pierattini è un meccanismo già oliato in tutte le sue parti costruite ognuna con cura tenendo presente le varie esigenze dello spettacolo ed aprendo vistosamente sull’attualità, seppure a nostro avviso forse stenta a mostrarsi nell’intreccio plautino cosi rivisitato almeno un guizzo al di là della prova attoriale di un cast di qualità che ha meritato tutti gli applausi a scena aperta. Standing ovation finale ricambiato dalla Compagnia: «Un pubblico attento e partecipe che ha fatto divertire pure noi».

Ed ora, sotto le stelle dell’estate urbisalviense, il 4 agosto ecco il gran finale: Enrico Lo Verso in ‘Metamorfosi, altre storie oltre il mito”.


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