Due anni di Ciarapica,
il Pd fa il controbilancio

CIVITANOVA - Da Villa Eugenia alle tariffe dell'acqua, dai parcheggi allo stadio, i democrat si sono confrontati durante un'assemblea pubblica. Oggi polemica social tra Mirella Franco e il sindaco sull'uso della sala consiliare per l'iniziativa

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L’assemblea di ieri sera

Due anni con Ciarapica, il Pd di Civitanova presenta un controbilancio in sala consiliare. Assemblea pubblica organizzata dal Partito Democratico che ieri sera ha riunito una sessantina di persone per analizzare il primo biennio dell’amministrazione guidata dal sindaco Fabrizio Ciarapica. L’incontro si è aperto con un video che ha ripercorso in chiave sarcastica i temi caldi di questi due anni: dai primissimi atti, alle nomine nei cda, le dimissioni di massa dall’azienda teatri di due direttori, le manifestazioni flop. E poi gli argomenti più seri, dalla vendita di Villa Eugenia all’ospedale, l’aumento delle tariffe dell’acqua. 6171c4b8-8452-4566-96cb-0d365672c8d3-1-325x182E poi ancora la vicenda scandalo con le parole di Fausto Troiani e i finanziamenti per gli eventi al cugino dell’assessore Capponi.  Un rosario di atti e vicende che sono state ripercorse dai rappresentanti del Pd, il capogruppo Giulio Silenzi, Mirella Franco, Yuri Rosati e poi a seguire anche l’intervento di alcuni consiglieri di minoranza come Pier Paolo Rossi, Stefano Ghio (col quale la platea innesca una polemica in merito alle responsabilità della sconfitta alle elezioni). E poi ovviamente si è parlato anche del caso che sta tenendo banco questa estate, il parcheggio al Varco sul mare e l’estensione dei parcheggi a pagamento in tutta la città.  «Perchè dobbiamo pagare un’azienda che arriva dall’Abruzzo per 200 posti auto che ci vincolerà per 35 anni. Non si capisce perchè questa giunta vuole convincerci che quello dei parcheggi a pagamento è un progetto che serve alla città. Forse serviranno a loro – ha detto Silenzi. Ma si è parlato anche dello stadio, a relazionare Yuri Rosati: «vorrei ricordare che una  delle prime dichiarazioni dopo l’elezione di Ciarapica fu l’idea di demolire lo stadio. “Ho un sogno” disse – ricorda Rosati – ora sponsorizza la squadra di Monte San Giusto affinchè venga a Civitanova a giocare nel nostro stadio. Io mi chiedo che senso ha e che progetto c’è dietro che Ciarapica non racconta». E poi dal pubblico c’è anche chi lancia il sasso oltre, e guarda alla fine del mandato per ricostruire il centrosinistra come Carla Monachesi, ex assessore provinciale: «Questa è la peggiore amministrazione della città, mi vergogno di essere amministrata da questa gente, gente inquisita e indagata. Per le prossime elezioni servirà gente competente e pulita, un candidato che sia riconoscibile e abbia la fiducia della città».
Oggi a margine dell’incontro di ieri coda polemica a distanza sui social fra Mirella Franco e il sindaco. La consigliera ha lamentato che ieri, nonostante la concessione della sala consiliare, il comune ha lasciato chiusa la porta che permette l’accesso ai bagni, di fatto impedendone l’uso e il transito nei corridoi di Palazzo Sforza. «L’unico modo per andare in bagno era richiedere all’addetto del comune di aprire la porta e farsi accompagnare in bagno con la torcia, ma come si fa?» – lamenta la consigliera. A strettissimo giro la risposta di Ciarapica sempre social: «Dispiace prendere atto che la sala consiliare venga utilizzata da certe forze politiche per mettere in scena teatrini che andrebbero rappresentati nelle rispettive sedi di partito. Non vorrei che si voglia utilizzare la solennità della sala consiliare per dar sostanza ad iniziative che, al contrario, sostanza non hanno. Anzi, hanno il solo intento di denigrare un’Amministrazione legittimamente e democraticamente scelta dai civitanovesi, che ricordo ancora, non avrebbero bocciato il precedente sindaco, il Pd intero, e molti altri che sono oggi all’opposizione, se avessero governato bene la città. Non è nella mia natura limitare l’utilizzo di quella sala ai consiglieri che ne fanno richiesta né sarebbe nelle mie competenze, ma, soprattutto, non lo farei mai perché, al contrario di qualcuno, non sono un antidemocratico. Siccome, però, tenerla aperta ha un costo per la collettività il mio invito è che venga utilizzata con maggior rispetto soprattutto evitando strumentali polemiche sull’uso dei bagni che nessuno ha limitato. Se certa opposizione non riesce a trovare argomenti di contenuto contro la mia azione amministrativa, appare chiaro a tutti che i risultati elettorali di due anni fa non fanno che confermare tanta pochezza di argomenti e bassa levatura politico-culturale di coloro che oggi non sanno parlare che di cessi».


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