Riforma ambulatori, l’Asur:
«Così non riduciamo i servizi
ma li potenziamo»
SANITA' - La direttrice della Macroarea Giovanna Faccenda e il direttore dell'Area Vasta Alessandro Maccioni replicano alla lettera di protesta dei 13 sindaci della vallata del Fiastra
di Claudia Trecciola
«Sulla riorganizzazione delle attività infermieristiche nelle sedi distrettuali di Sarnano, San Ginesio e Passo Sant’Angelo bisogna ripristinare la verità dei fatti, soprattutto perché nessun servizio sanitario viene tolto, ma al contrario viene garantita un’organizzazione che risponde maggiormente in termini di presenza in loco e di assistenza ai bisogni dell’utenza». Dopo la lettera di ieri firmata dai sindaci dei comuni della vallata del Fiastra contro l’accentramento dei servizi infermieristici a Sarnano, la direttrice Macroarea Territorio del Distretto di Macerata, Giovanna Faccenda, chiarisce nel dettaglio la reale portata della riorganizzazione dei servizi territoriali al centro delle polemiche. Spieghiamo meglio. Fino al primo luglio l’attività infermieristica distrettuale nelle tre sedi sopracitate era erogata in maniera disomogenea e frammentaria perché la dotazione organica risultava difforme e non calibrata adeguatamente sull’offerta assistenziale territoriale e, inoltre, l’erogazione delle prestazioni sanitarie avveniva senza orari prestabiliti in quanto il personale infermieristico svolgeva l’attività in sede solo al rientro da quella domiciliare. In questa situazione l’utenza non aveva nessun punto di riferimento, né un orario prestabilito per l’effettuazione e la prenotazione delle attività sanitarie. Dal primo luglio è stata, invece, riorganizzata l’offerta dei Servizi territoriali per standardizzare i comportamenti degli operatori sanitari operanti nelle tre sedi e garantire maggiori risposte e vicinanza alla popolazione.
Chiariamo nel dettaglio le modalità dell’intervento organizzativo che va a migliorare la situazione esistente. In primo luogo è stata creata una segreteria organizzativa unica, attiva tutti i giorni dalle 11 alle 13, nella quale possano confluire tutte le richieste di assistenza domiciliare e dove le diverse attività possano essere programmate con adeguatezza. Secondariamente è stata garantita agli utenti di ciascuna sede l’apertura dei servizi secondo orari ben definiti per le varie attività: punto prelievi, ambulatorio infermieristico, attività specialistica. Infine, riguardo alla centralizzazione del personale sanitario presso la sede di Sarnano la scelta è stata dettata dalla volontà di uniformare le attività assistenziali, i carichi di lavoro, coprire le eventuali assenze e garantire una risposta puntuale e coerente ai bisogni del cittadino. «Vorrei portare l’esempio specifico di San Ginesio, ma lo stesso vale con giorni diversi per Passo Sant’Angelo – spiega la direttrice – in cui i servizi sanitari territoriali risultavano, prima della riorganizzazione, così distribuiti durante la settimana: lunedì prelievi domiciliari, attività di assistenza domiciliare integrata (adi), martedì punto prelievi, attività adi, mercoledì prelievi domiciliari, attività adi, mercoledì pomeriggio ambulatorio cardiologia, giovedì prelievi domiciliari, attività adi, venerdì punto prelievi, ambulatorio dermo in alternanza con Sarnano, attività adi, sabato e domenica attività adi. Da sottolineare che l’ambulatorio infermieristico veniva effettuato solamente al rientro dell’infermiere dall’attività adi, senza un orario stabilito. Dal 1 luglio non soltanto questi servizi rimangono tali e quali, ma in aggiunta è stato attivato l’ambulatorio infermieristico il martedì e il venerdì dalle 9 alle 11, sarà inoltre garantita la presenza di 2 infermieri nel punto prelievi e sarà assicurata la segreteria organizzativa il martedì e il venerdì, dalle 9 alle 11, e negli altri giorni a Sarnano. Inoltre, per medicazioni o terapie particolari contattando il personale della sede o della segreteria organizzativa di Sarnano le stesse saranno eseguite presso la sede distrettuale di San Ginesio dagli infermieri dell’adi, negli orari concordati con il paziente». Interviene, infine, nella vicenda anche il direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni: «Mi sorprende questa polemica sulla riorganizzazione del personale che, sottolineo, non riduce alcun servizio ai cittadini, ma addirittura li potenzia. Comunque entro la prossima settimana incontrerò tutti per spiegare ogni singolo dettaglio e per ribadire che non è assolutamente intenzione di questa direzione ridurre alcunché».
Riorganizzazione ambulatori, 13 sindaci contro la decisione: anche il vescovo si schiera con loro

Da una perte ben tredici sindaci che si lamentano dei servizi sanitari offerti dall’Asur. Dall’altra due rappresentanti di una sanità pubblica e marchigiana, che tutti conoscono grazie a Ceriscioli e di cui sul suo completo sfascio, fallimento e prospettive votate a favore della sanità privata sono tutti d’accordo tranne i rappresentanti di parte. Chissà chi ha ragione?