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Riorganizzazione ambulatori,
13 sindaci contro la decisione:
anche il vescovo si schiera con loro

SANITA' - Lettera firmata dai primi cittadini dei comuni della vallata del Fiastra contro l'accentramento dei servizi infermieristici a Sarnano. Massara invia la sua solidarietà
lunedì 1 Luglio 2019 - Ore 13:11 - caricamento letture
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Vanda Broglia

La protesta per la riorganizzazione dei servizi ambulatoriali è iniziata a San Ginesio e ora coinvolge altri 12 Comuni. La decisione di ridurre i servizi è arrivata pochi giorni fa, con la comunicazione della riduzione degli orari di apertura degli ambulatori infermieristici di San Ginesio e Passo Sant’Angelo, che diventano nei fatti succursali di Sarnano. Oggi interviene anche Vanda Broglia, sindaca di Sant’Angelo in Pontano, con una lettera che porta la firma di 13 sindaci. La sua e poi quella di Giuliano Ciabocco (San Ginesio), Matteo Pompei (Monte San Martino), Alessio Vita (Belforte), Massimiliano Micucci (Camporotondo), Paolo Teodori (Ripe San Ginesio), Robertino Paoloni (Loro Piceno), Silva Pinzi (Serrapetrona), Luca Maria Giuseppetti (Caldarola), Mirko Cari (Colmurano), Stefano Burocchi (Penna San Giovanni), Giovanni Zavaglini (Gualdo), Giuseppina Feliciotti (Cessapalombo). Broglia spiega inoltre che «la reale portata di tale manovra di “riorganizzazione” e la negativa ricaduta che essa porterà sulle popolazioni interessate, bene è stata compresa anche dal vescovo di Camerino Francesco Massara, cui va il nostro sentito grazie». Massara, riporta Broglia, ha espresso «piena solidarietà ai sindaci e alla popolazione del territorio ed auspica che la questione si possa risolvere quanto prima nel miglior modo possibile».

Il vescovo Massara

L’avviso della riorganizzazione del servizio, prosegue la sindaca, «è stato inoltrato solo cinque giorni prima dell’entrata in vigore della proposta di modifica prevista per oggi (1 luglio). L’operazione è un vero e proprio accentramento del servizio infermieristico nell’unica sede del “distretto di Sarnano”, nonché di ogni altra richiesta di prenotazione di prestazioni domiciliari che è stata anch’essa accentrata a Sarnano. Quello che maggiormente sconcerta è che un tale cambiamento non sia stato minimamente concertato con il territorio e soprattutto con i sindaci che tale territorio governano, non vi è stata alcuna informazione preventiva, nessuna comunicazione né, tanto meno, confronto con chi, come i sindaci, si trova a dover cercare di far sopravvivere territori che tendono a spopolarsi ed in cui la popolazione è prevalentemente anziana. Incomprensibile risulta la logica sottesa ad una tale operazione di riordino di un servizio che risultava funzionale per il territorio e che ora, al contrario, non potrà più essere così capillare come in passato in quanto accentrato – aggiunge Broglia -, non è dato capire se si sia tenuto conto dell’allungamento dei tempi di percorrenza che necessariamente farà diminuire il numero di interventi che il medesimo personale infermieristico potrà svolgere su un territorio anche vasto e di non facile percorrenza per la sua conformazione orografica. Ciò che invece emerge con chiarezza dal presunto riordino del servizio è che ogni “sede periferica” , quale i distretti di San Ginesio e di Passo Sant’Angelo, vedrà ridotta rispettivamente a due giorni nel primo caso e ad un giorno nel secondo la presenza degli infermieri in sede. Una tale operazione che, con chiara evidenza, penalizza ulteriormente quanti, seppure con difficoltà, hanno scelto di rimanere a vivere in zone così duramente colpite dal sisma, non può essere accettata da tutti noi sindaci e verrà per ciò stesso osteggiata in tutti modi consentiti dalla legge, così come non si ritiene più tollerabile che tali manovre vengano concepite ed attuate senza il preventivo confronto con chi governa e conosce le esigenze del proprio territorio e vengano semplicemente imposte a tutti i cittadini». In conclusione i sindaci chiedono «che la direzione sanitaria di macrostruttura voglia ripristinare lo svolgimento e la prenotazione di tutte le attività infermieristiche secondo il sistema perfettamente collaudato e sino ad oggi vigente nelle sedi di Passo Sant’Angelo e di San Ginesio».

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