Cambia il parroco,
i fedeli scrivono al vescovo:
«Non trasferitelo»
MATELICA - Lettera dei parrocchiani di Regina Pacis all'amministratore apolistico della diocesi per evitare il trasferimento di don Alberto Rossolini

Don Alberto Rossolini
Una lettera all’amministratore apostolico della diocesi Fabriano-Matelica monsignor Stefano Russo ed una raccolta di firme, per chiedere di non spostare dalla popolosa parrocchia di Regina Pacis il parroco don Alberto Rossolini. Il sacerdote sarà trasferito dal 14 luglio nella parrocchia di San Facondino di Sassoferrato, sino ad oggi retta da don Giovanni Mosciatti, il sacerdote di origine matelicese, che sarà ordinato vescovo di Imola il prossimo 13 luglio. La notizia che ha colto tutti di sorpresa, è stata data domenica scorsa nelle chiese della città. A Regina Pacis arriverà don Ruben Bisognin, 44enne sacerdote di Fabriano, da diversi anni collaboratore di don Lorenzo Paglioni nella parrocchia della cattedrale Santa Maria. Lo affiancherà come vice parroco don Riccardo Mendoza. Nella cattedrale resterà parroco don Lorenzo Paglioni, affiancato dal parroco di Braccano don Ferdinando Dell’Amore. Sinora sono state raccolte numerose firme, per chiedere di far restare il parroco. Ecco la lettera dei parrocchiani di Regina Pacis, all’amministratore apostolico monsignor Stefano Russo: «E’ vero che la Chiesa presenta un sistema verticistico e che la parola “obbedisco” risuona sempre o spesso, ma permetta a noi parrocchiani di Regina Pacis di Matelica di esprimere il nostro stato d’animo.
E’ anche vero che la Parrocchia di Sassoferrato risulterà vacante dopo la nomina a vescovo di Imola di don Giovanni Mosciatti, ma possibile che lei non possa trovare un altro parroco disponibile? Don Alberto da decenni rappresenta questa comunità matelicese, è un parroco dolce, umile, amatissimo da tutti e da un paio d’anni don Marco lo affianca mirabilmente, realizzando armonia: sono entrambi come persone di famiglia per tutti noi. Questa notizia ci ha stupiti e frastornati. Occorre tempo per elaborare un lutto, come quando si perde un congiunto caro». I fedeli matelicesi chiedono di non stravolgere la situazione attuale: «Non si mette in discussione l’apprezzamento per chi verrà a sostituire questi due amati sacerdoti, ma noi non possiamo fare a meno di chiederle, in modo deciso e motivato, un ripensamento. All’infuori del bene che vogliamo a don Alberto, occorre anche considerare che il suo “sì” umile e obbediente lo priva della vicinanza di parenti su cui contare, anche per esigenze di salute. In clima oggi di aperture, di sempre maggiore consapevolezza nelle scelte, di coinvolgimento informato di chi è parte in causa, come noi parrocchiani, figli spirituali di entrambi i sacerdoti, in decisioni così radicali e diremmo irreversibili che ci cadono addosso come docce fredde e ci trovano impreparati, non sarebbe stato meglio almeno verificare sul posto, sentire non solo gli interessati, che non sono pedine, ma anche il Consiglio Parrocchiale, i fedeli in assemblea?». L’ultimo appello è quello al dialogo: «Stravolgere una realtà consolidata e serena potrebbe essere evitato. Il dialogo diretto è sempre produttivo per decisioni motivate e così importanti. Perdoni la nostra franchezza, ma tenga conto, per favore, della nostra richiesta di lasciare i due sacerdoti al loro importante ministero in questa parrocchia di Matelica. Dio, lo Spirito Santo l’assistano nelle sue considerazioni e decisioni».