Solidarietà e integrazione:
l’aperitivo è a colori
MACERATA - Appuntamento giovedì alle 18,15 nel Centro per famiglie di viale Indipendenza con lo "Spritz d'accoglienza"

La scorsa edizione dell’Aperitivo a colori
Con l’estate torna a Macerata la festa “Aperitivo a colori: spritz d’accoglienza”, un momento per condividere insieme la dimensione dell’accoglienza, dell’affido familiare, delle relative esperienze legate sia alla rete delle Famiglie a colori che a quella della Famiglie solidali. L’appuntamento con l’evento, organizzato dal Comune, è il 4 luglio alle 18,15 al Centro per famiglie in viale Indipendenza.
Dopo i saluti istituzionali verrà proiettato il trailer promo del progetto didattico di integrazione “Mani che parlano”, a seguire dimostrazione dell’esercizio “Mimesis della natura” del progetto teatrale sulla Pedagogia dell’espressione presentato nei giorni scorsi a conclusione della mostra allestita a palazzo Buonaccorsi, caccia al tesoro, presentazione del video “Ogni re ha bisogno di un Timon” portato dai Servizi sociali del Comune come buona prassi al convegno “#SuperEroi Fragili” Erickson a Rimini lo scorso maggio che racconta la nascita, l’evoluzione e l’intreccio dei due progetto “Famiglie Solidali” e “Famiglie a colori” e in conclusione l’aperitivo internazionale. «L’aperitivo a colori è un appuntamento importantissimo che porta i maceratesi alla scoperta di un progetto di cui la città dovrebbe essere orgogliosa e di cui gli stessi maceratesi sono elemento fondamentale – spiega l’assessora alle Politiche sociali Marika Marcolini -. Famiglie a colori, infatti, è una buona pratica per l’accoglienza dei minori non accompagnati messo in atto dal Comune di Macerata, grazie alla sensibilità e disponibilità delle famiglie maceratesi, che ha ottenuto più volte riconoscimenti a livello nazionale perché riguarda non soltanto il tema dell’accoglienza ma la piena integrazione dei minori stranieri non accompagnati all’interno del territorio maceratese». Parteciperanno giovedì anche famiglie inserite in “Famiglie solidali”, un progetto nato nel 2012 dedicato alla creazione di una rete di famiglie che possano prevenire situazioni di disagio e fragilità, promuovendo il benessere sociale e la crescita della cultura della cura e dell’attenzione all’altro. L’ idea nasce dalla volontà di avere delle “famiglie di appoggio” in grado di fornire risposte concrete e creare relazioni di solidarietà e di cura dentro e tra famiglie.
…ma a certe persone, qualche volta, gli viene in mente di dedicarsi, seriamente, a qualche italiano in difficoltà!? Mah!! gv.
L’integrazione non è un obbligo, ma una scelta. Se a me piace, per esempio, il saltarello, la chitarra o la dieta mediterranea, non vedo perché ci devo rinunciare in nome di questa fantomatica ‘integrazione’. Se poi vogliamo dirla tutta, io ho un debole per la razza svedese e per le sue rappresentanti, è anche un modo di integrarsi nella UE.