E’ morto Gilberto Giorgi,
protagonista della Dc maceratese
LUTTO - Aveva 81 anni e si è spento dopo un ricovero in ospedale. Per 15 anni è stato primo cittadino di Cingoli e ha cambiato il volto alla città. E' stato anche assessore provinciale. Il ricordo di Antonio Pettinari: «Al talento di amministratore univa uno spessore umano unico»
di Maurizio Verdenelli
E’ stato uno degli ultimi protagonisti della Dc maceratese degli ‘anni d’oro’, il partito delle maggioranze assolute sopratutto nelle aree interne della provincia, Gilberto Giorgi, 81 anni appena compiuti, per tre mandati sindaco di Cingoli e per uno assessore provinciale, presidente l’indimenticabile Luigi Sileoni. Giorgi è morto questa mattina all’ospedale di San Severino quasi subito dopo il ricovero chiesto (ed ottenuto) con urgenza dalla famiglia, essendosi improvvisamente aggravate le condizioni del ‘Professore’ che da qualche anno combatteva contro un male impietoso da costringerlo anche ad un delicato intervento chirurgico. In queste ore, la salma composta all’obitorio settempedano, è in attesa di trasferimento a Cingoli dove domani ci saranno le esequie nella concattedrale di Sant’Esuperanzio alle 17, mentre la salma sarà esposta dalle 9,30 nello stesso luogo di culto. «E’ una perdita enorme per la storia e la memoria stessa della Democrazia Cristiana maceratese. Del prof. Giorgi ho un ricordo vivissimo di amministratore corretto, brillante, efficiente, trasparente» commenta l’avvocato Francesco Comberiati, per molti anni segretario amministrativo provinciale della Dc. Gilberto Giorgi, insegnante di lingua francese alla scuola media di Cingoli, è stato sindaco della città di Papa Castiglioni dal ’70 al ’75 e dall’80 al 90. In 15 anni il primo cittadino cambiò letteralmente il volto a Cingoli. Costruendo lo stadio, avviando il progetto (cui collaborò il collega Gianfilippo Centanni) che avrebbe portato in città l’istituto alberghiero “Varnelli”, volano di sviluppo essenziale per la socialità e l’economia locale. Pure il lago di Castreccioni, motore turistico del Balcone delle Marche appartiene a quegli anni. Giorgi è stato poi nel 75/80 consigliere provinciale (presidente Otello Distefani) e nel quinquennio successivo assessore con importabti deleghe: Ambiente, Urbanistica, Caccia e Pesca. Fu un punto di riferimento in una giunta Dc-Psi-Pri ‘all star’. Suo collega di giunta, l’attuale presidente della Provincia, Antonio Pettinari. Che, commosso lo ricorda: «Una personalità esemplare, serissima, legata al territorio macerarese senza campanilismi, espertissima dei problemi. Che al talento di amministratore univa uno spessore umano unico: un maestro per me ed un amico cui ricorrere con fiducia. Gli devo molto e pure la nostra provincia che Gilberto ha amato senza riserve». Con i giornalisti un rapporto di grande cordialità e rispetto reciproco. Da parte di chi scrive un affetto ed una stima profonda. Ci eravamo rivisti dopo alcuni anni, di recente al ristorante ‘Da Antonia’ a Mummuiola a pochi chilometri dalla sua diletta Villastrada, dove abitava da sempre e di cui era considerato a ragione un ‘pater’. Ricordo con il Professore una stretta di mano, ed un abbraccio. Era molto provato. Sapevamo che non ci saremmo più rivisti. Gilberto Giorgi lascia la moglie Maria dirigente scolastica in pensione e i figli Giorgio, già assessore provinciale (presidente Franco Capponi) attuale vice segretario comunale ad Osimo, e Giandomenico, assicuratore. Alla famiglia le condoglianze della redazione di Cronache Maceratesi.
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Vicinanza alla famiglia e sentito cordoglio. Il presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari esprime il dolore di un intero territorio e di una comunità per la scomparsa di Gilberto Giorgi. «Già consigliere provinciale negli anni 1975-80 con il presidente Otello Di Stefani, dal 1990 al 1995 ricoprì la carica di assessore dell’Amministrazione provinciale con le deleghe all’ambiente, all’urbanistica, alla caccia e alla pesca», si legge nella nota dell’Ente. «Se n’è andata una persona buona, generosa, di una grande e straordinaria umanità. Aveva un atteggiamento di ascolto e attenzione, impossibile vederlo arrabbiato – ricorda Pettinari che negli anni ’90-’95 ha lavorato insieme a lui nella giunta provinciale -. Anche di fronte situazioni difficili, Giorgi reagiva affrontandole con quella dose positiva di ottimismo, mai drammatica; era portato a cercare la soluzione migliore del problema. A seguito della legge 142 del 1990, in cui alla Provincia vennero assegnati ruoli di rilievo in nuovi settori e materie, fu incaricato di seguire le nuove deleghe dell’ambiente e dell’urbanistica, molto complesse; ma le seppe svolgere con la grande esperienza di amministratore che aveva. Era un profondo conoscitore del territorio – prosegue Pettinari – e non riteneva le esigenze di un altro comune secondarie o diverse da quelle della sua città: era un rappresentante a tutto tondo della nostra provincia. Forti in lui i valori degli affetti, dell’amicizia, e della famiglia, di cui era fervente sostenitore. Ci ha dato tanto e ci mancherà, che il suo ricordo sia esempio per tutti noi».

ciao prof, condoglianze alla famiglia