Ospedale di Cingoli, Leonardi:
«Taglio posti letto per l’estate,
manca la programmazione»

SANITA' - Il consigliere regionale ha presentato una interrogazione per avere chiarimenti sulla prevista riduzione a causa delle ferie

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L’ospedale di Cingoli

 

La riduzione dei posti letto causa ferie all’ospedale di Cingoli finisce al centro di una interrogazione regionale. A presentarla il consigliere Elena Leonardi di Fratelli d’Italia e vice presidente della commissione sanità in Regione, che lamenta la «mancata programmazione di fondi e risorse umane». Secondo Leonardi «Garantire le ferie e il riposo al personale medico e infermieristico è cosa sacrosanta. Quello che lascia basiti è il fatto che rispetto all’anno precedente ci si trova di fronte ad una penalizzazione per i cittadini, soprattutto di un’area interna come il territorio di Cingoli, anch’esso compreso nel cratere del sisma del 2016».

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Elena Leonardi

La consigliere evidenzia il fatto che «per il presidio di Cingoli, il piano ferie 2019, redatto dall’Area Vasta 2, risulta accompagnato da un prospetto analitico che vede la riduzione di posti letto con accorpamenti nell’ambito di una riorganizzazione di reparti per il periodo estivo. Nello specifico si assisterebbe ad una riduzione di ben 20 posti letto: dieci del reparto cure riabilitative e dieci delle Cure Intermedie o, come più recentemente affermato, 15 dal Dpa e 5 dalle Cure intermedie. Questa “strategia” comporterebbe un abbassamento dei livelli essenziali di assistenza per le prestazioni interessate e metterebbe in difficoltà i posti letto dei Pronto soccorso attivi, proprio per la mancanza dei posti letto eliminati con questo piano ferie. Oltre a questi “tagli” – continua Leonardi nell’interrogazione – seppur dichiarati come temporanei, si assiste alla chiusura di un intero reparto di degenza come a Jesi e il trasferimento di infermieri turnisti H24 in altri reparti». Secondo Leonardi «è assente un piano di assunzioni sostitutive e una copertura finanziaria adeguata per garantire il diritto alla Salute e il mantenimento dei servizi minimi per un territorio in gran parte alto collinare se non montano interno della nostra regione». Nell’atto chiede quali siano «le ragioni che hanno portato ad una mancata programmazione, effettuata in tempi ragionevoli, di sostituzione di personale tramite piano assunzioni da determinarsi in luogo del taglio dei posti letto stessi». Inoltre chiede «di mettere nero su bianco sino a quando perdurerà questa situazione di diminuzione dei posti letto poiché non è sufficientemente rassicurante la dicitura: “indicativamente dal 1 giugno al 30 settembre”».


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