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Un nuovo percorso multimediale
per “fingersi” Giacomo Leopardi

RECANATI - Apre domani (lunedì 15) nella casa del poeta l'installazione che mostrerà immagini e luoghi rimasti nascosti nel tempo
domenica 14 Aprile 2019 - Ore 16:54 - caricamento letture
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Vivere negli spazi e negli ambienti di Giacomo Leopardi come mai prima d’ora. Domani, lunedì 15, a palazzo Leopardi a Recanati apre al pubblico la nuova installazione multimediale “Io nel pensier mi fingo”, un nuovo percorso di visita virtuale che nasce per permettere ai visitatori di immergersi nei luoghi e nei tempi del poeta. Grazie alla tecnologia, si potranno scoprire dettagli e lati di Leopardi rimasti nascosti nel tempo.

«E’ un viaggio virtuale, in ambiente immersivo, negli spazi fisici e mentali vissuti da Giacomo all’epoca della sua infanzia e giovinezza a Recanati – ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi -. Un percorso multimediale che si esprime su tre grandi pareti, in una superficie di circa 66 metri quadrati, dove il visitatore può immergersi negli spazi e nei tempi della vita quotidiana di Giacomo, nelle sue stanze e negli ambienti del Palazzo a lui più cari, che tanto hanno contribuito alla sua formazione e alla sua produzione intellettuale». Nata da un’idea di Casa Leopardi, è stata realizzata grazie al contributo scientifico della professoressa Fabiana Cacciapuoti,  esperta dell’autografia leopardiana, e dell’architetto Giancarlo Muselli, scenografo del film Il giovane favoloso di Mario Martone. La realizzazione tecnologica è stata a cura di PlayMarche con l’ausilio di Ett, nell’ambito di un progetto dell’università di Macerata.

Il racconto multimediale si sviluppa in un continuo entrare e uscire dagli ambienti del Palazzo, in cui visivamente si è condotti all’interno delle stanze private della famiglia, vissute realmente da Giacomo e che costituiscono il punto di partenza di una ricognizione sulla sua vita. «Per l’evento è stata messa a punto una sorta di drammaturgia multimediale – ha dichiarato Giancarlo Muselli – basata su una struttura spaziale e concettuale che in qualche caso è più aderente al puro dato biografico e descrittivo, in altri casi gioca su di un livello di immersione emotiva nel mondo leopardiano». «Il nodo centrale che ha guidato la sceneggiatura del multimediale è lo sguardo di Giacomo nelle stanze private del Palazzo – ha dichiarato Fabiana Cacciapuoti -. Uno sguardo che dall’interno si sposta verso l’esterno, e che per lo più nella notte, si volge verso se stesso, verso la paura e l’inquietudine, quasi scandite dai rintocchi dell’orologio della Torre, che diventano parte integrante di quei sentimenti, e che infine si volge altrove. Nell’altrove dei poeti, dove l’immaginazione delinea una natura viva perché abitata da mille figure amiche, dove il tempo si annulla nello spazio del mito, e dove lo spazio diventa infinito. Le frasi pronunciate dalle diverse voci che accompagnano il racconto appartengono tutte a testi scritti dai vari personaggi che entrano in gioco, e le voci dell’infanzia dei fratelli Leopardi sono dei giovani discendenti Gregorio, Diana e Ettore Rufini Leopardi, mentre quella di Giacomo più adulto è di Roberto De Francesco, che lo ha impersonato nelle Operette Morali, spettacolo teatrale andato in scena con la regia di Mario Martone».

 

La contessa Olimpia Leopardi

 

 



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