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«L’invaso sul monte Prata?
Incompatibile con il Parco dei Sibillini»

L'INTERVENTO di Franco Ferroni, consigliere  dell'ente contro l’ipotesi che sarà oggetto di un incontro pubblico il 12 aprile a Castelsantangelo:  «L’Italia è già sotto procedura d’infrazione per non aver tutelato adeguatamente la biodiversità nelle aree d’interesse comunitario e progetti come questi espongono il nostro paese a multe salatissime in caso di condanna davanti alla Corte di giustizia Ue»
martedì 9 Aprile 2019 - Ore 10:27 - caricamento letture
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Lo studio di fattibilità dell’invaso reperibile online

 

Si torna a parlare dell’invaso artificiale sul monte Prata, un incontro pubblico è stato indetto dal sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, il prossimo 12 aprile. Il progetto nel versante marchigiano del Parco nazionale dei Monti Sibillini, proposto e promosso dalla Cia Marche e Copagri Marche, con il sostegno del comune di Castelsantangelo sul Nera e un team di liberi professionisti locali,  dovrebbe servire per l’innevamento artificiale, la gestione dei pascoli e per spegnere gli incendi boschivi.

Franco Ferroni

L’ente Parco, con il suo ex presidente Oliviero Olivieri, aveva pubblicamente già anticipato il suo parere contrario lo scorso anno in occasione della prima presentazione «per l’assenza dei necessari requisiti di compatibilità con le misure di salvaguardia di un ecosistema classificato come prioritario dalla Direttiva “Habitat” dell’Unione Europea».  Oggi in assenza del nuovo presidente interviene il consigliere Franco Ferroni: «Il progetto prevede di realizzare a 1.732 metri di altitudine un bacino artificiale che può contenere circa 12 mila metri cubi di acqua utilizzando le risorse idriche di una sorgente ed una condotta in parte già esistente, con una spesa stimata di oltre un milione di euro.  La sua realizzazione sarebbe giustificata dopo il terremoto per dare un aiuto alla popolazione, al settore turistico ed a tutti gli allevatori del territorio. L’invaso artificiale, secondo i proponenti e progettisti, dovrebbe risolvere il problema della mancanza di acqua per i pascoli, servire per spegnere gli incendi ed aiutare a prolungare la stagione invernale grazie alla realizzazione di un impianto di innevamento artificiale per le piste da sci e di conseguenza rilanciare il settore turistico che gravita intorno alla stazione sciistica di Monte Prata. Ma  in assenza del presidente del parco di cui si attende la nomina dal mese di settembre 2018, i fautori del progetto tornano alla carica promuovendo un incontro pubblico che dal programma risulta essere chiaramente sbilanciato a vantaggio dei favorevoli all’invaso artificiale, con i soggetti che hanno espresso critiche e perplessità in netta minoranza nel dibattito». 

Il consigliere  designato dalle 10 maggiori associazioni ambientaliste nazionali definisce l’incontro di venerdì prossimo «una evidente operazione promozionale, strumentale al rilancio di un progetto per un’opera non solo dannosa per l’ambiente ma inutile rispetto alle finalità dichiarate. Oltre all’impatto ambientale insostenibile determinato da sbancamenti, necessità d’impermeabilizzazione di un terreno calcareo altamente permeabile e la distruzione di un’ampia superficie di un habitat la cui conservazione è ritenuta prioritaria ed è oggi garantita da rigorose misure di conservazione del sito Natura 2000, il progetto è inutile per le sue dichiarate finalità».

Altro tema oggetto di critica quallo del rilancio del settore turistico invernale:  «La realizzazione di un impianto d’innevamento artificiale per la stazione sciistica del Monte Prata – continua Ferroni – non considera gli effetti del cambiamento climatico in atto ed il conseguente innalzamento altitudinale dello zero termico che non consente la permanenza della neve artificiale sul terreno. L’esperienza fallimentare degli impianti d’innevamento artificiale in altre aree dei Monti Sibillini, come gli impianti di Sassotetto a Sarnano, e la crisi generale del turismo invernale basato sulle stazioni sciistiche continua ad essere ignorato, perseguendo modelli di sviluppo ormai anacronistici ed insostenibili a causa dei cambiamenti climatici in atto». Non accettata dagli ambientalisti nemmeno la motivazione degli incendi boschivi e dei pascoli: «La presenza di grandi bacini artificiali come il Lago di Fiastra a nord e il Lago di Gerosa a sud del Parco garantisce già oggi la disponibilità di volumi d’acqua sufficienti per contrastare eventuali incendi boschivi nel territorio del Parco Nazionale. Infine la disponibilità di acqua per l’allevamento estensivo nell’area del Parco, caratterizzato da un numero ridotto di animali al pascolo, non necessita di un bacino artificiale delle dimensioni previste dal progetto ma può essere garantita attraverso una diversa gestione dei pascoli d’altitudine ed una adeguata gestione delle sorgenti, con la creazione di nuovi punti di abbeveramento e la manutenzione di quelli già esistenti oggi lasciati in una generale incuria».

Il consigliere del Parco  ricorda che in questo momento il nostro Paese è sotto procedura d’infrazione da parte della Commissione Ue: «Per non aver garantito misure di conservazione efficaci dei siti Natura 2000, e l’area del Monte Prata oltre ad essere nel cuore di un Parco Nazionale è classificata anche come Zona di Protezione Speciale (Zps) in base alla Direttiva Ue “Uccelli” e Zona Speciale di Conservazione (Zsc) in base alla Direttiva “Habitat”. In particolare l’area che verrebbe occupata dall’invaso artificiale è interessata da un habitat prioritario per la Direttiva “Habitat” che non può essere in alcun modo alterato e compromesso. Il progetto dell’invaso artificiale del Monte Prata è  incompatibile con le regole europee e il nulla osta negativo dell’Ente Parco sarà un atto dovuto indiscutibile e inoppugnabile»«L’incontro del 12 aprile – conclude Ferroni – è solo l’ultimo atto di una azione di lobby per accreditare un progetto insostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. Le associazioni ambientaliste regionali e nazionali non faranno mancare il loro supporto all’Ente Parco per contrastare questo ennesimo attacco al patrimonio naturale dell’area protetta, pronte ad avviare ogni azione legale necessaria per contrastare il progetto, se necessario con il coinvolgimento del ministero dell’Ambiente e della Commissione Europea, per assicurare il rigoroso rispetto delle misure di conservazione della biodiversità nell’area del Monte Prata».

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