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Busta paga pesante,
Ronchetti scrive a Conte:
«A giugno sia restituito solo il 40%»

SISMA - Il "sindaco del terremoto del '97" nel 2004 aveva chiesto la stessa cosa a Berlusconi. Ora torna alla carica con il presidente del Consiglio in vista della scadenza del primo giugno
sabato 6 Aprile 2019 - Ore 11:22 - caricamento letture
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Venanzo Ronchetti

di Maurizio Verdenelli

Busta pesante e cratere sismico. Pensando al 1 giugno prossimo quando alla scadenza della nuova proroga (la legge di Bilancio ha previsto pure 120 rate) sarà obbligatorio restituirla, e pure pensando alla tragedia dell’Aquila, dieci anni fa, il ‘sindaco del terremoto del ‘97’ il serravallese Venanzo Ronchetti ha partecipato, con lo stesso spirito del 2004, alla festa della Cgil questa mattina a Muccia, uno dei simboli del sisma del Centritalia, presente il segretario generale Maurizio Landini.
Spiega Ronchetti: «Già, lo spirito del 2004 quando da sindaco (socialista) del paese epicentro del terremoto umbro-marchigiano, sollecitai il governo di centrodestra, il Berlusconi II, ad attuare anche per le popolazioni di queste due regioni le provvidenze decise a favore per le comunità del nord colpite dalla calamità dell’alluvione. Provvidenze che poi sarebbero state deliberate anche per l’Abruzzo, quattro anni più tardi».
Cioè?
«Che a giugno solo il 40% della busta pesante percepita dal cittadino terremotato (il pacchetto intero della mensilità senza il prelievo Irpef) sia restituita allo Stato che ha sospeso a suo tempo in via eccezionale il pagamento di tasse e tributi. Su diecimila euro, ad esempio, della busta pesante, si dovrebbero dare indietro quattromila. La restituzione integrale, ora prevista, rappresenta una vera ed ulteriore stangata su aree già depresse».
Nel 2004, come andò…?
«Presi carta e penna come avevo fatto in precedenza con l’allora premier Massimo D’Alema contestandogli come alla ricostruzione mancassero come minimo ancora tremila miliardi di lire (che arrivati, furono tuttavia gli ultimi per Marche ed Umbria post sisma ’97 ndr). E scrissi al presidente Berlusconi: noi, cittadini terremotati del Centro, ci sentivamo fortemente discriminati. In pratica i benefici concessi agli italiani del nord e non invece ad umbri e marchigiani, dividevano di fatto il Paese. Il primo ministro estese allora anche a noi la possibilità concreta di restituire allo Stato il 40% della busta pesante ricevuta in considerazione del dramma subito».
Adesso?
«Sto scrivendo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte…»
Tuttavia la ricostruzione fu in quegli anni perfetta?
«Quasi. Perché mancò un buon 10% perché lo fosse veramente. Non fu ad esempio finanziate la sistemazione delle seconde case. Ora la situazione è ancora più appesantita e per un ‘vecchio ex sindaco’ che ha sentito sulla propria pelle la tragedia patita dalla ‘sua’ gente, il problema numero uno, il traguardo presto da tagliare è la ricostruzione pesante. Invece ancora siamo nel pieno della fase dell’emergenza con pesanti nodi vecchi ancora irrisolti, e altri sempre nuovi».



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