La sovranità moderna
nel libro del professor Tedesco

CAMERINO - L'appuntamento con la presentazione dell'opera del docente Unicam in programma lunedì 8 aprile nella sala convegni del rettorato alle 14,30

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tedesco

Francescomaria Tedesco

 

Si terrà lunedì 8 aprile nella sala convegni del rettorato alle 14,30 la presentazione del libro “Sovereign Excess, Legitimacy and Resistance” di cui è autore il professor Francescomaria Tedesco, docente della scuola di Giurisprudenza di Unicam. Il libro è la traduzione inglese, edita da Routledge, uno degli editori più quotati al mondo, del libro uscito nel 2012 in italiano con il titolo Eccedenza sovrana (ed. Mimesis). L’edizione inglese è stata ampiamente rivista e modificata. L’incontro sarà aperto dai saluti del Rettore Unicam Claudio Pettinari e del direttore della scuola di Giurisprudenza Rocco Favale e introdotto da Luca Baccelli della scuola di Giurisprudenza Unicam. Oltre all’autore, interverranno poi i professori Carlo Galli dell’università di Bologna e Dimitri D’Andrea dell’università di Firenze. Il libro è un percorso teorico nella sovranità moderna, con l’orecchio teso a quei segnali critici che nella storia hanno segnalato la debolezza del potere, la sua fragilità, il suo bisogno di riconoscimento da parte dei sudditi prima e dei cittadini poi. «Ho chiamato questo meccanismo – sottolinea l’autore – ‘teurgia politica’, perché proprio come per la dottrina cabbalistica, ma anche gnostica e neoplatonica, della teurgia (insufflare attraverso pratiche la divinità in un essere inanimato), lo Stato esiste solo nella misura in cui i cittadini gli tributano gloria, lo glorificano. Se Dio è pieno di gloria, perché glorificarlo? Se lo Stato è il potere sovrano superiorem non recognoscens, perché esso necessita di consenso perfino da parte delle vittime che mette a morte con la pena capitale? Queste alcune delle questioni trattate, servendomi di un personaggio di Shakespeare, l’ubriacone e assassino Barnardine di “Misura per misura”, il quale, messo a morte, si rifiuta di morire, e non morirà». Questo lampo sinistro nella storia del potere descrive icasticamente la resistenza al potere, la negazione di quella relazione di riconoscimento che, come la glorificazione, fa del potere ciò che esso è: il potere sovrano. E consente a Barnardine di farsi sovrano a sua volta. Sullo sfondo, la concezione della politica come inganno, artificio, truffa. Nozione che gli Inglesi, anche attraverso il teatro elisabettiano, presero da Machiavelli, le cui tesi arrivarono loro attraverso gli ugonotti francesi. «A poco più di cinquecento anni dal Principe, – conclude il professor Tedesco – una discussione non tanto su ciò che Machiavelli ha ‘detto davvero’, quanto su come egli ha incarnato il modello ‘italiano’ di potere cinico e truffaldino. Fili conduttori Bataille, Derrida, Schmitt, Agamben, Ginzburg, e tanti altri».


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