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Sisma, decreto Crimi:
ok della Conferenza delle Regioni
agli emendamenti delle Marche

RICOSTRUZIONE - I governatori hanno dato il loro sostegno alle proposte arrivate da palazzo Raffaello. Tra gli obiettivi quello di assicurare la partecipazione ai lavori ad aziende del territorio
giovedì 28 Marzo 2019 - Ore 16:09 - caricamento letture
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La Conferenza delle Regioni

 

Decreto Crimi, la conferenza dei presidenti delle Regioni sostiene gli emendamenti delle Marche. «Per la prima volta la Conferenza ha chiesto alla Commissione competente di valutare i nostri emendamenti al decreto Crimi sul sisma – ha detto il governatore Luca Ceriscioli –. Il sostegno ricevuto oggi è un segnale molto importante perché rimette al centro del dibattito politico e istituzionale la ricostruzione. Un sostegno reale che porterà l’approvazione di un documento nella prossima seduta. Un confronto al quale sono stati invitati anche il sottosegretario Crimi e il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, dai quali la Conferenza si attende risposte adeguate e celeri».

Ceriscioli ha sottolineato che la Regione con gli emendamenti vuole «assicurare la possibilità di lavorare alle imprese del territorio nelle opere pubbliche. Ci auguriamo che almeno la metà di tutti i lavori che saranno necessari per la ricostruzione sarà assegnata alle imprese delle 4 regioni del cratere. Vogliamo poter reclutare personale, da mettere a disposizione dell’Ufficio per la Ricostruzione, in forme più flessibili perché il meccanismo della mobilità da altri enti non funziona. Potremmo avere a costo zero 100 persone in più che lavorano con risorse già stanziate. Chiediamo anche lo sblocco dei 40 milioni di euro messi a disposizione dalla Camera dei deputati per investimenti sul personale, il ripristino dell’intesa con le Regioni per l’approvazione delle ordinanze, e lo stanziamento di fondi statali per l’attuazione del Patto per la Ricostruzione». Le proposte in particolare riguardano: autocertificazione presentata da un progettista per la ricostruzione leggera privata e produttiva, affidamento di servizi e lavori con procedura negoziata fino a 5 milioni di euro per le opere pubbliche, ripristino dell’intesa con i presidenti delle Regioni per approvare le ordinanze.



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