Massi incassa e contrattacca:
«Pezzanesi bulletto arrogante,
non mi spaventa»
TOLENTINO - Ennesima puntata della querelle sulla crisi di maggioranza, controreplica al vetriolo dell'ex assessore al primo cittadino. L'associazione Città in Comune: «Il sindaco non ha più la maggioranza in Consiglio, si dimetta»

L’assessore Alessandro Massi e il sindaco Giuseppe Pezzanesi
di Giacomo Gardini
«La sua arroganza da bulletto di quartiere non mi spaventa: non ho nulla da nascondere». L’ex assessore Alessandro Massi incassa i colpi e risponde alle invettive del sindaco Giuseppe Pezzanesi e della sua giunta. «Ho la coscienza pulita, certo della mia trasparenza – ha dichiarato -. Il sindaco si tenga pure i suoi segreti: non so di cosa stia parlando, per quanto mi riguarda può anche mostrarli. Ma ci tengo a rassicurarlo, dormo sonni tranquilli». Una débâcle, quella tra Pezzanesi e i due ex assessori Massi e Alessia Pupo, al centro dei riflettori della politica tolentinate ormai da giorni, troppi giorni. E Massi non ci sta: «Non voglio alimentare polemiche – ha spiegato – i cittadini meritano rispetto. Questa maggioranza ha contribuito ad alimentare un teatrino triste e ipocrita. Spendere ben due ore, organizzando una conferenza stampa sulla nostra vicenda, quando ci sono così tante questioni importanti per il futuro della nostra città? Lo trovo assurdo. Il sindaco Pezzanesi dovrebbe fornire risposte alla città e non a me – ha proseguito Massi – così come chi lo spalleggia. Curioso che io non abbia mai sentito la voce di alcuni assessori quando era fondamentale esprimere un proprio giudizio in Giunta, ma che poi questi siano i primi a schierarsi se c’è da attaccare e insultare». Questo botta e risposta ha radici profonde, che affondano nella questione relativa alla promozione del centro storico di Tolentino. Argomento sul quale Massi è stato più volte punzecchiato durante la conferenza stampa di sabato scorso: «Nessun piano da parte mia per il centro città? Ho organizzato diverse riunioni con i tecnici per confrontarci e scovare buone idee: sono agli atti – ha sostenuto l’ex assessore – Se solo fossero venuti a quelle riunioni, magari avrebbero avuto le risposte che ora chiedono a me. Prima della revoca del mandato – ha proseguito – avevo già predisposto l’incarico per la revisione del piano particolareggiato del centro storico ad un architetto. Ma tutto questo non interessa: il loro unico scopo è screditare. A questo punto, sono io ad attendere loro risposte, ormai non più rinviabili, sul centro e sulla scuola don Bosco».

Alessandro Massi e il vice sindaco Silvia Luconi
Alcuni dichiarazioni di Silvia Luconi poi non sono proprio andate giù all’ex assessore. La vicesindaco aveva tirato in ballo la famiglia di Massi, in particolare il padre Francesco, accusandolo di essere stato per anni l’emblema del cambio di casacca. E ora l’ex assessore si difende: «La Luconi può essere maestra in quanto a visibilità, dato che è la prima a cercarla – ha dichiarato Massi – Inoltre, se davvero pensa queste cose sulla mia famiglia, non avrebbero dovuto chiedermi di candidarmi dalla loro parte, o sbaglio? Vengo anche accusato di essere l’assessore che gestiva i voti in consiglio comunale – ha continuato – e la cosa è paradossale. In quella specifica circostanza stavo scrivendo al consigliere Carmelo Ceselli, che aveva presentato un emendamento contro la Pro Loco, che rispettavo la linea della maggioranza e che quindi non avrei votato a favore». Secondo Massi «in questa fase il sindaco è poco lucido: forse le questioni personali stanno incidendo sulla gestione della città? L’arroganza con cui amministra la cosa pubblica è una pagina triste per la nostra politica. Da parte mia – ha concluso l’ex assessore – c’è tutto l’interesse per smettere questo ping-pong: ognuno faccia il suo percorso, se necessario ci si confronterà, mantenendo però il rispetto necessario. Lo stesso rispetto che è mancato nei confronti miei e della mia famiglia».

Marina Benadduci di “Città in Comune”
Critico l’intervento dell’associazione politico culturale “Città in comune”, che è intervenuta sulla crisi di giunta. «Si è sempre riscontrato – attacca l’associazione – che chi non la pensa come il sindaco è forzatamente contro il sindaco, mina la stabilità e la coesione della giunta e di conseguenza è contro la città di Tolentino». I fatti recenti però rivelerebbero una presunta crisi di maggioranza, secondo “Città in comune”. «La coalizione che sostiene il sindaco Pezzanesi – sottolinea il movimento – ha perso l’appoggio di due delle 5 liste da cui era composta. In termini numerici le liste attualmente facenti parte della maggioranza rappresentano solo 3.599 voti mentre le liste che compongono la minoranza in consiglio comunale ne rappresentano ben 5.297». Insomma, “Città in Comune” non ha dubbi: «La maggioranza non c’è più, il gruppo di potere capitanato dal sindaco ha deliberatamente scisso il legame democratico con i rappresentati: il sindaco Giuseppe Pezzanesi ora si deve dimettere».
Rimpasto di giunta, Pupo: «Uno dei punti più bassi della politica tolentinate»
Ritiro delle deleghe, Massi: «Avrei preferito un confronto diretto» Pupo: «Avanti a testa alta»
Resa dei conti in giunta, Pezzanesi silura Massi e Pupo: «Va ricreata una squadra coesa»
Sei il N1 massi, sei scomodo perché hai potere intellettuale