Fausto Pezzanesi e Silvia Tatò,
ecco i nuovi assessori di Tolentino:
«La politica è fatta di decisioni amare»
POLITICA - L'ex presidente del Consiglio avrà la delega all'Urbanistica, la consigliera quella alla Cultura. La presidenza dell'assise potrebbe essere affidata a Carmelo Ceselli. Il sindaco Giuseppe Pezzanesi torna sui siluramenti di Massi e Pupo: «E' necessaria coerenza, rispetto e condivisioni di intenti»

La giunta al completo, da sinistra: Pio Colosi, Fausto Pezzanesi, Silvia Luconi, Giovanni Gabrielli e Silvia Tatò
di Giacomo Gardini
Fausto Pezzanesi assessore all’Urbanistica, Silvia Tatò alla Cultura. Sono le scelte del sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, dopo aver rimosso nei giorni scorsi Alessandro Massi e Alessia Pupo. «La politica è una brutta bestia – ha detto il primo cittadino – è fatta di decisioni a volte amare, ma anche di coerenza, rispetto e condivisioni di intenti. Torno a dire, dispiace per Alessandro Massi, nei confronti del quale posso dirmi padre e fratello. Nessuno ha deciso per l’Istituto comprensivo Don Bosco: stiamo ancora valutando tutte le possibili opzioni. Gli 8 milioni di euro che andranno investiti, su iniziativa dello Stato, per ripristinare la sicurezza degli edifici scolastici non vanno dilapidati. L’amministrazione dovrà procedere con senno e discrezione in argomento. Per quanto riguarda Alessia Pupo, la politica è fatta anche di numeri. Io non ho alcun problema con Forza Italia: è una questione esclusivamente interna al comune di Tolentino. Ho avuto l’obbligo di mantenere il Consiglio comunale compatto: potrà pur non fare piacere, ma bisognava intervenire in qualche modo».

Silvia Tatò
Al posto della Tatò entrerà in Consiglio Leonardo Salvatori, primo dei non eletti di Tolentino Popolare. Mentre l’ormai ex presidente del Consiglio Fausto Pezzanesi sarà sostituito da Silvia Rozzi. Se non dovesse essere interessata alla nomina, un altro nome sul tavolo sarebbe quello di Sonia Gattari. La presidenza del Consiglio sarà proposta con ogni probabilità al consigliere Carmelo Ceselli dallo stesso sindaco Pezzanesi. «Non abbiamo richiesto alcun assessorato – ha dichiarato lo stesso Ceselli – ma se dovesse giungere dal sindaco una proposta che ci riguarda, saremo ben lieti di accettarla». La nomina avverrà soltanto dopo votazione in assise consiliare il prossimo 19 marzo. «Un momento di passaggio che accetto non per vanagloria ma per spirito di servizio – ha commentato il neo assessore Fausto Pezzanesi -. Lascio la presidenza del Consiglio con grande dispiacere: la massima espressione della democrazia, per quanto mi riguarda, dove si respira libertà di pensiero e di espressione. Restano la soddisfazione e la riconoscenza per essere stato investito di un incarico di così grande spessore».

Fausto Pezzanesi
«Ringrazio il sindaco per la fiducia riposta in me e nelle mie capacità – le parole della Tatò al momento della nomina -. Il mio impegno sarà vivo, rivolto al servizio della comunità, per apportare un contributo fattivo alle due deleghe che mi sono state conferite. Istruzione e cultura sono alla base di ogni rinascimento sociale ed economico». Nessun riferimento alle vicende che hanno investito il capogruppo di Tolentino Popolare Alessandro Massi. Il neo assessore Tatò e il consigliere Andrea Crocenzi hanno evitato ogni speculazione in merito, rimandando le loro dichiarazioni ad un comunicato stampa. «Nei confronti dell’ex assessore Massi c’è sempre stato un rapporto di correttezza e rispetto sulla vicenda Don Bosco – si legge nella comunicazione ufficiale – lo abbiamo sollecitato più volte a trovare con noi, il sindaco e la maggioranza tutta, nelle sedi opportune, una condivisione e risoluzione del problema. In qualità di assessore e di capofila del gruppo si è invece mosso in autonomia, senza uno scambio di opinioni con noi». «Nel caso specifico della “Don Bosco” – prosegue il comunicato – non accettiamo strumentalizzazione da parte di alcuno per fini esclusivamente personali o politici. Rivendichiamo il diritto di lealtà e coerenza nei confronti degli elettori». Un attacco che non lascia spazio all’interpretazione perché, scrivono Crocenzi e Tatò, «non è corretto additarci come “traditori” o “complottisti” su una vicenda su cui siamo stati chiari, sinceri e coerenti sin da subito».
(servizio aggiornato alle 13,45)



Il consigliere Ceselli, al centro



