Ridimensionamento dei Tdc,
Marzetti contro Ciarapica:
«Ci ripensi, scelta incomprensibile»
CIVITANOVA - Il consigliere comunale di maggioranza critica aspramente la scelta di depauperare l'azienda Teatri di importanti manifestazioni
«Non uso giri di parole stavolta, sono al 100% contrario allo svuotamento di ruoli e funzioni dell’azienda Teatri per mettere tutto in mano all’assessorato». Va dritto al punto il consigliere di maggioranza Sergio Marzetti che critica aspramente la scelta di depauperare l’azienda Teatri di importanti manifestazioni e lasciare la gestione del cinema e dei teatri in occasione di eventi organizzati da privati con una riduzione importante di budget. Marzetti ricorda la storia della fondazione e le motivazioni per le quali fu creata nel 2004 e chiede conto al sindaco di scelte che appaiono a Marzetti incomprensibili: «Se il taglio dei fondi ai Teatri di Civitanova dovesse essere il preludio allo svuotamento del ruolo e delle funzioni dell’azienda per mettere tutto in mano all’assessorato, sarebbe un atto incomprensibile del sindaco Fabrizio Ciarapica, oltre che sconfessare una storia gloriosa dell’azienda stessa, voluta dai suoi predecessori Marinelli e Mobili, in tempi in cui lo stesso Ciarapica, insieme al sottoscritto e ad altri consiglieri tutt’ora presenti in maggioranza, ne ha favorito il processo di crescita.
Mi domando perché lo faccia – sottolinea Marzetti – scelte come quelle che vengono prefigurate, tese a ridimensionare fortemente il ruolo dei Teatri, non possono essere prese individualmente o per iniziativa di un sindaco o di un assessore, vanno condivise e discusse in maggioranza. Resto quindi sbalordito e mi auguro di aver capito male le intenzioni. Il problema vero è la capacità di collaborare, di confrontarsi e di condividere i progetti con la massima trasparenza e disponibilità, caratteristiche queste che spesso mancano all’assessore Gabellieri. Ed allora, eliminiamo l’ azienda e il problema è risolto». Marzetti ricorda poi i cattivi rapporti di convivenza fra l’assessorato alla cultura e i vari cda che si sono alternati fin dal primo giorno e che hanno portato alle dimissioni dapprima Francesco Centioni e poi Silvia Squadroni. «due presidenti se ne sono andati a casa per contrasti con l’ assessore – conclude Marzetti – il terzo (Aldo Santori che in questi giorni pare stia bollendo per la vicenda ndr) non gode di una situazione migliore, e allora mi domando se il problema non sia l’assessore o chi è chiamato a condurre l’azienda. Mi auguro che Ciarapica ci ripensi, discuta del problema con la maggioranza e non solo con l assessore, e abbia il coraggio di tornare sui suoi passi per una reale crescita culturale della nostra città».


La cosa più incomprensibile è come può un consiglio di maggioranza essere svuotato di ogni contenuto, di qualsiasi forma di comunicazione con il sindaco che decide e più volte l’ha dimostrato o da solo o da soli. Ma che sto ripetendo quello che dice Marzetti? Dalla minoranza è normale che ci siano delle critiche e ancora più normale che le critiche devono essere costruttive e non fatte solo per il gioco delle parti e pure queste appaiono non solo ragionevoli ma del tutto fondate. E sia le critiche della minoranza che da Marzetti che non so se rappresenta tutto il consiglio di maggioranza ma che finora di “rimproveri” a questa amministrazione ne ha portati diverse e tutte indiscutibilmente serie dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte del sindaco che finora ha dimostrato il più assoluto menefreghismo. Anzi permettendosi d fare oggetto di scherno il consigliere di minoranza Pier Paolo Rossi che svolge il compito per cui è stato votato. Questo l’ho già detto ma portandolo per ” in giro ” paragonandolo a Sherlock Holmes non si è accorto che forse per lui è stato controproducente perché Rossi ha fatto proprio come il famoso investigatore privato e ha, alla sua stessa maniera tratto le conclusione dopo aver raccolto prove ed indizi e dopo aver fatto le sue deduzioni ne ha chiesto chiarimento a Ciarapica rimasto naturalmente fedele al suo cliché. Sto parlando del recentissimo battibecco sui parcheggi dati al Gatto Blu in tutta autonomia, caratteristica questa che distingue da sempre il nostro sindaco. Mah, ritorno all’inizio: è veramente incomprensibile che una città con più di quarantamila abitanti deve essere amministrato da una sola persona o poco più.
“Ognuno è convinto di quel che non sa, ed ammesso che lo sappia, dietro la sua convinzione può nascondersi un palese, ed a volte vistoso, interesse di parte” M.G.
LA TRAMA DELLA TRAMA.” COME TI ARRIVO AL POTERE BURLANDOMI DI TUTTI”.
Facciamo finta che andiamo d’accordo con tutti. Ascoltiamoli, prendiamo come oro i loro consigli, facciamo capire loro che saranno i prossimi assessori del mio governo e poi se verremo eletti, tutti in consiglio verdi come la bile. E così è stato. Chi dubita di questo ragionamento ancora non si è accorto che Corvatta non è più sindaco e che la minoranza si è allargata facendo posto ai consiglieri di maggioranza e tutti insieme a fare centrini. Più passerà il tempo e più saranno via via le indisposizioni causate dall’aria troppo fredda, troppo calda, troppo tiepida per cui la sua presenza sarà sempre meno a disposizione dei vari consiglieri, componenti di commissione ecc. che a questo punto si sono già accorti di fare gli zimbelli del triumvirato. Veramente se non se ne sono accorti già dal primo giorno, sono alquanto in ritardo. Ma quando Civitanova si sveglierà perché come disse lo merlo allo tordo, sentirai che botta se non si sordo….. E’ quello che è successo a Corvatta ma senza neanche il botto, un semplice e mesto ritorno a casa con le campane suonate a tocco dagli stessi colleghi che ci si sono affondati assieme facendo però credere che sia stata l’ostinazione dell’uscente ad evitare di poter trovare un’altra figura che potesse in qualche maniera opporsi alla già più che scontata sconfitta prossima futura ma già passata. Corvatta avrebbe perso anche se si fosse presentata una lista composta da Chicchì, Maretto e l’Acqua io lo mare a rappresentare la quota rosa così come si usa adesso: due fiocchi celesti e uno rosa, con sfumature che solo loro sanno se poi non le negano. Poi seguono tutti gli altri fiocchi di qualsiasi colore, annodati l’un col l’altro a formare una bella fune e a decidere dove calarla per potersene andare alla chetichella. Dico questo perché arriverà il giorno che i civitanovesi una volta svegliatesi dal torpore si renderanno conto di essere anche loro diventati amorfi individui, senza niente da dire e oramai pure troppo tardi se qualcuno volesse dire la sua. Naturalmente esclusi i rappresentanti dei marinai che ancora basta che si presentino tutti insieme durante in consiglio comunale che non c’é nemmeno bisogno di dilungarsi nel dibattito. Sarà che i marinai saranno belli tosti e che comunque di perdere il tempo in chiacchiere ne hanno poco che fanno il Venni, Vidi Vinci e se ne vanno. Ma i marinai stanno sempre svegli giorno e notte oppure possiamo dire che dividono il sonno tra una calata e l’altra e quindi non sono mai profondamente addormentati. Ma tutto al tempo, i fiori appassiranno anzi stanno un pezzo avanti, qualcuno impazzirà del tutto preso dalla rete che si è tirato addosso e se gli rimarrà il lavoro sarà già tanto. Chi nasce contabile, contabile muore perché avrà sempre la testa da lacchè e quando arriverà anche per lui che crede di vivere in un’altra dimensione, il fato da lui creato e guidato a bussargli alla porta a troppe domande dovrà rispondere e risponderà e come se risponderà. Che sia maleducato e indubbio ma a volte questo non è che ti salva dall’avverso destino che prima hai creato agli altri e che poi come sempre succede nella storia ( toh pure una promozione a personaggio ) ti si raggomitola attorno e come un Cesare avvolto nella tunica si sentirà dire: Marzetti proprio tu, padre mio che qui il bruto sono io!!
Qualcuno non si è ancora accorto che spesso o meglio sempre, su certi argomenti non ci si butta per indovinare ma si parla di cose che si conoscono perfettamente. Un vistoso interesse di parte se dettato da buone motivazioni è sempre meglio di un qualsiasi interesse dovuto a malafede e soprattutto ad un modo di far politica che dovrebbe portare certa gente a discuterne in luoghi più appropriati. Ci vado io, ci andranno anche loro.
…eeeh..è proprio vero, non ci sono più i marinai di una volta, e, come diceva il vecchio saggioso, oggi chi nasce marinaio, muore pantofolaio!! G.M.
E come dicia Sacrì: ” Ha rubbato l’acqua jo lo maro!”.