Ex comunità “Le Querce”,
bando per affitto e gestione
ma il dirigente dà parere negativo
CIVITANOVA - La giunta ha deciso di dare in locazione l'immobile di contrada Mornano e destinarlo a servizi socio assistenziali, ma per il dirigente è irregolare: «Si introdurrebbero interferenze nel mercato degli operatori economici del settore»
di Laura Boccanera
Comunità terapeutica Le Querce, il Comune apre una gara pubblica per l’affitto dell’immobile e la destinazione a servizi socio assistenziali, ma c’è il parere negativo del dirigente. La vicenda è relativa alla cessione del contratto fra l’Asur che gestiva la comunità di contrada Mornano in comodato d’uso gratuito dell’immobile comunale. La convenzione risaliva al 1998 e concedeva l’uso della struttura, degli arredi e mezzi col solo onere del Comune per la manutenzione straordinaria dell’immobile per 20 anni di durata che sono scaduti il 31 dicembre 2018. L’Asur aveva poi dato in gestione il servizio alla cooperativa sociale Pars e nel 2017 non ha rinnovato la convenzione con la cooperativa, ma il comune ha ritenuto comunque necessario il mantenimento del servizio di recupero dei soggetti con tossicodipendenza nella comunità di contrada Mornano. Da qui la decisione di procedura per evidenza pubblica per concedere in affitto l’immobile con una destinazione di attività socio sanitaria per una durata di 30 anni con base d’asta a 400 euro mensili con l’onere di esecuzione dei lavori straordinari per 112mila euro. Ma il dirigente alle finanze ha opposto un parere contrario per la legittimità finanziaria del provvedimento. La criticità sta nel concedere la locazione di un immobile e l’appalto di un servizio che sottendono a normative differenti. In pratica il dirigente ravvisa una promiscuità nell’individuazione di un aggiudicatario per la locazione e quello di un soggetto che svolga invece la funzione di fornitore di servizi. «La procedura ad evidenza pubblica per l’individuazione del futuro utilizzatore dell’immobile è e deve rimanere autonoma rispetto ai criteri che sovrintendono all’acquisizione dei servizi socio-assistenziali da parte dell’ente anzi deve evitare di creare potenziali alterazioni in un mercato di tali servizi nel quale le imprese operano in condizioni concorrenziali».
In sostanza la valutazione dell’offerta economica dovrebbe essere avulsa da quella del progetto sul servizio. E il dirigente lo puntualizza sempre in delibera per giustificare anche l’irregolarità del restringimento del bando alle cooperative di tipo A: «la valutazione delle offerte per la locazione – continua il parere – dovrebbe avvenire sulla base del solo canone di affitto secondo il criterio del valore maggiore, fermo l’eventuale impegno ad effettuare gli interventi di manutenzione programmati. L’interesse dell’ente ad uno specifico utilizzo dell’immobile per finalità di carattere socio-assistenziali (casa di riposo, casa per giovani madri, centro di aggregazione giovanile) dovrebbe invece essere promosso dall’Amministrazione con l’indicazione di precisi vincoli in termini destinazione d’uso urbanistica o contrattuali. In questo modo si conseguirebbe un utilizzo coerente con l’interesse dell’amministrazione evitando di introdurre interferenze o alterazioni nel mercato degli operatori economici del settore».

Solo un’amministrazione che sia in grado di assumersi delle responsabilità gestirebbe in proprio ” Le Quercie” per usi già elencati nell’articolo od altro. Invece c’è sempre questa voglia di darsi via tutto, di privatizzare senza poi che ci sia nessun controllo e di questi tempi altroché se ce ne sarebbe bisogno.