Presidente del Parco dei Sibillini,
l’auspicio di Morgoni:
«Sia espressione del territorio»

INTERVENTO - Il deputato del Pd a proposito della nomina che dovrà essere decisa a fine mese: «Mi auguro che sia le regioni Marche e Umbria, nella predisposizione della terna prevista, sia poi il Ministro che effettuerà la scelte non vogliano ignorare tale esigenza»
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Mario Morgoni

 

«E’ indispensabile che la figura del futuro presidente del parco dei Sibillini, oltre che disporre di competenza e professionalità, sia espressione di un legame forte con il territorio, che garantisca la capacità di gestire l’ente caratterizzandolo come vera risorsa locale». Lo dichiara Mario Morgoni, deputato del Partito democratico, a proposito della nomina a presidente che dovrà essere decisa a fine mese. «Il parco – spiega – è integralmente inserito nell’area del cratere e non si può dunque prescindere dalla straordinarietà di tale situazione. Se in condizioni normali la nominata va ricondotta a criteri prevalenti di tutela e valorizzazione delle peculiarità ambientali, oggi non si può ignorare il tema del parco come soggetto attivo e opportunità per la rinascita di un territorio devastato. Già i sindaci hanno posto con forza tale tema – sottolinea Morgoni – Nell’incontro di luglio scorso ad oggi, dopo la scadenza della presidenza Olivieri, è subentrato in quelle funzioni il vice presidente Sindaco di Pievetorina Alessandro Gentilucci. L’attività molto intensa e i risultati importanti ottenuti in questo pur breve periodo testimoniano dell’importanza di disporre di una figura espressione del territorio. Auspico dunque che, sia le regioni Marche e Umbria, nella predisposizione della terna prevista, sia poi il Ministro che provvederà alla nomina, non vogliano ignorare tale esigenza – precisa il deputato Pd -. In coerenza con tale impostazione ho proposto in sede di Commissione Ambiente della Camera, che dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni sul riparto dei contributi annuali da riconoscere ai Parchi nazionali, di incrementare la quota riservata ai Parchi dei Sibillini e del Gran Sasso/Laga (che rappresentano 1/4 dell’intero cratere sismico, cioè 2000 km quadrati su 8000) proprio per la straordinaria difficoltà di garantire la continuità delle attività in una condizione di perdurante emergenza del territorio», conclude Morgoni.



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