Scritte su muri e vetrine di Macerata,
identificato l’autore
MACERATA - Si tratta di un 21enne di Ascoli. E' stato visto dalla polizia mentre imbrattava uno dei muri ed è stato inseguito. Conclusi gli accertamenti, il giovane dovrà rispondere anche di resistenza a pubblico ufficiale

Alcune scritte comparse in città
di Gianluca Ginella
Muri e vetrine imbrattate a Macerata, identificato l’autore delle scritte. Si tratta di un 21enne di Ascoli che è stato denunciato dalla polizia. Il giovane aveva fatto diverse scritte in via Maffeo Pantaleoni (sulla vetrina di una ferramenta ha scritto “Fuck You”, su una casa “Fancula Macerata” e altre scritte ancora “Asterone” sono comparse nella zona di corso Cairoli). Ma tantissime sono state le scritte comparse in città nella notte tra giovedì e ieri. In tutto una 30ina che sono state fatte oltre che su muri, anche su cartelloni pubblicitari, cassonetti, cabine telefoniche. Scritte che ha fatto qualcuno mentre era in corso la manifestazione antifascista in centro. Il questore Antonio Pignataro aveva immediatamente disposto servizi di controllo per individuare l’autore. Che ha fatto l’errore di continuare a fare scritte per tutta la notte fino alle 7,15 di ieri mattina quando una pattuglia della Squadra volante, diretta dal commissario capo Gabriele Di Giuseppe, lo ha visto mentre si trovava in via Maffeo Pantaleoni ed era all’opera con le bombolette spray. Il writer, per evitare di essere preso, è fuggito e gli agenti gli sono corsi dietro. Ma i poliziotti sono riusciti a raggiungerlo e lo hanno bloccato tra i vicoli del centro. Il giovane writer, 21 anni, residente in provincia di Ascoli, è stato trovato con 4 bombolette spray. La polizia scientifica ha accertato che tutte le scritte sono state fatte con le bombolette. Il giovane è stato segnalato alla procura per i reati di imbrattamenti e resistenza (per aver cercato di opporsi all’identificazione dando il via ad un inseguimento a piedi).
(Servizio aggiornato alle 12,20)







Un applauso alle forze dell’ordine,
un particolare pensiero ai genitori del ragazzo.
Vi siete dimenticati di fotografare anche quelle fatte in Via Marchetti, Ce ne sono parecchie e vogliamo sapere quando saranno eliminate e ripuliti i muri.
5 anni ai lavori forzati a spaccare le pietre….vedrai che dopo ti passa fancula Macerata.
Si tratta semplicemente di “ street art essenziale”, dove l’artista rifugge ogni parvenza grafica che non sia solo scrittura, diligentemente affrescata e curata nell’esecuzione. Invece di cercare di capire la sicura e difficile scelta delle parole tra le tante che avrebbe potuto usare, soffermandosi su quello che possiamo definire un gorgo di espressioni che girandosi attorno spruzzano colore che vanno ad immortalare le pareti colpite, imprimendo un pensiero che oltre a colpire l’immaginario dell’osservatore, riesce a scoprine i nervi della ricezione che entrando in lotta o in simbiosi con l’artista, costruiscono quell’impatto cercato, voluto e segretamente cullato anche dall’osservatore che trova nei rigurgiti artistici delle familiarità con il suo io nei confronti dell’opposto. E’ chiara l’intenzione dell’artista, non di provocare ma di condividere con chi guarda lo stesso affetto che nutre per la città che apparentemente odia ma che in fondo ama parossisticamente e lo si può notare con quegli splendidi arabeschi con cui chiude gli immaginari insulti, vera prova d’amore per una città non sua ma a cui partecipa con il suo genio artistico fino a diventare arbitro e giocatore. Dargli dell’imbrattatore non può che venire da una critica che prima di essere feroce dimostra quanto sia distante dalle nuove tematiche dell’arte che superata l’ottava” la cucina “ cerca la nona dove ritrovarsi e riemergere in un nuovo rinascimento che dica o porti o faccia finalmente qualcosa di nuovo in un arte, quella figurativa arrivata oramai alla contemplazione del suo cadavere. Quando sarà libero da impegni, potrebbe fare anche un salto a Civitanova dove per la sua arte c’è sempre un grande, grandissimo spazio.
…è verissimo, è street art, e cioè arte..stretta, si, di un cervello stretto, troppo stretto per capire anche l’essenziale!! gv
Egregio signor Pianesi, se veramente questi “cari” ragazzi vogliono fare la rivoluzione, hanno un solo vero modo di farla, e cioè trovarsi un lavoro, anche se duro e faticoso, imparare a farlo al meglio, e poi pretendere con giustizia ed energia tutto quel che si merita e che gli spetta. Questa potrà essere, nella nostra democrazia, la sola vera e giusta rivoluzione. gv
Quando tra mille anni un archeologo scavando troverà qualcuna di queste bombolette (vuote, si capisce) si porrà il problema del loro utilizzo. E l’ipotesi che gli verrà in mente con insistenza sarà quella secondo cui nella civiltà dei primi anni del terzo millennio gli uomini non erano né agricoltori, né cacciatori, ma bruti carrozzieri. E la civiltà la chiamerà la ‘civiltà dello spray’.