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Serata di allegria
alla casa di riposo “Villa Serena”

RECENSIONE - La compagnia Ginobili ha messo in scena “La vita adè come ‘na jornata”
mercoledì 5 Dicembre 2018 - Ore 10:27 - caricamento letture
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di Walter Cortella

Per l’ultimo appuntamento della rassegna «Gran Galà del dialetto», la Compagnia «Ginobili» di Petriolo ha presentato al teatro Don Bosco “La vita adè come ‘na jornata”, una commedia scritta, diretta e interpretata da Giandomenico Lisi. Ancora una serata all’insegna dell’allegria, anche se questa volta il testo induce lo spettatore a riflettere su alcune situazioni della vita, come la gestione degli anziani, specie se non più autosufficienti, la solitudine e la difficile convivenza con le generazioni più giovani, travolte dal frenetico ritmo del mondo contemporaneo. I protagonisti della divertente pièce vivono in un’accogliente casa di riposo dall’aspetto confortevole, con personale affabile e ben disposto verso gli ospiti che hanno così modo di trascorrervi un’esistenza serena, improntata ad una gioviale socialità.

Una giovane e dinamica direttrice, un medico sempre presente e scrupoloso e due solerti e simpatici operatori sanitari garantiscono ad ognuno un’assistenza efficace e amorevole. Le giornate trascorrono lietamente, tra un pettegolezzo ed un ricordo del tempo passato. I racconti e i dialoghi degli ospiti, sempre ricchi di spunti umoristici, rallegrano l’atmosfera di Villa Serena. Ma un bel giorno viene annunciato un nuovo arrivo, si tratta di Nino Urbani, il maestro del paese, interpretato dallo stesso Lisi. La sua presenza desta sorpresa e curiosità negli ospiti della Casa. Rimasto vedovo, avrebbe potuto vivere presso il figlio ma si sa, convivenze del genere presentano sempre qualche inconveniente. Ecco spiegata la singolare scelta del maestro. L’uomo è affetto dalla sindrome di Capgras, una rara malattia psichiatrica che impedisce il riconoscimento dei soli famigliari e amici, scambiati per estranei impostori o addirittura per replicanti. Il povero maestro riconosce, invece, i suoi paesani per i quali nutre, ben ricambiato, sentimenti di affetto. Viceversa, vede nel figlio David un perfetto estraneo, col quale non vuole nemmeno scambiare una parola. Il giovane è addolorato, ma la malattia è irreversibile e senza speranza. A nulla servono i suoi tentativi di farsi riconoscere dal padre. Non gli resta che rassegnarsi.

Ma all’improvviso succede qualcosa di strano….che non dirò. L’opera di Lisi ha i connotati di un dramma, vuoi per l’ambientazione che per le tematiche che propone, tuttavia assume spesso i colori della commedia grazie alla genuina comicità dei vari personaggi, ben definiti dall’autore e resi credibili dai bravi interpreti. Alcune caratterizzazioni sono particolarmente riuscite, come quella di Rosalba Bernasconi, nel ruolo di Mennechetta Faetta e Marta Miliozzi, in quello di Irina Karakoja, l’inserviente ucraina in attesa di un regolare diritto di soggiorno. Applaudita Marzia Lucia Ceschini (Gigia) che ha cantato con bravura Je ne regrette pas, l’intramontabile ever green di Edith Piaf. Giandomenico Lisi, autore di un testo immediato, ricco di valori morali e di frizzanti e garbate gags, è sempre misurato ed elegante nelle sue esibizioni. Come regista, ha dato prova di grande abilità nel coordinare l’attività dei numerosi attori in scena. Semplice e raffinata la scenografia di Francesco Ginobili.

Prima dello spettacolo, ha preso la parola Elio Giacomelli, presidente della sezione maceratese dell’Aido, che ha rivolto ai presenti un caldo invito ad aderire con slancio alla sua Associazione che è impegnata da anni nella meritoria opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica per la donazione di organi. Basta un piccolo-grande gesto per ridare vita e speranza a tanti malati gravi. Adesso la manifestazione si ferma per due settimane. Si concluderà, infatti, il giorno 15 p.v. al «Lauro Rossi» con l’esibizione della Compagnia “Stella” di Porto Potenza Picena che metterà in scena “L’isola che non c’è”, un musical adatto a grandi e piccoli. La serata finale sarà dedicata a Telethon.

(Foto di repertorio di Video-Art, di Andrea Centioni)



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