Una cosa che manca a Macerata
è un progetto del proprio futuro

LA DOMENICA DEL VILLAGGIO - Che fare in piazza della Libertà? Un teatro all’aperto? Una vasca per la pallanuoto? Ma attenzione alla fretta, l’inesorabile nemica del vero

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di Giancarlo Liuti

Non credo – o ci credo pochissimo – alle presunte “verità” che provengono dai sondaggi e da altre indagini statistiche su come siamo fatti e come ci comportiamo in Italia, nelle Marche e nel Maceratese. Mi rendo conto però che per soddisfare questa legittima curiosità non abbiamo altri mezzi se non quelli fornitici a man bassa dai mass media, i cui pareri non provengono tuttavia dall’alto dei cieli ma quasi sempre dalle tendenze politiche e dagli interessi economici di chi li mette in giro. La qual cosa non deve stupire né tanto meno scandalizzare. E’ così, infatti, che va il mondo. E siccome di mondo ce n’è solo uno, bisogna accontentarsi di quello che c’è anche se ne vorremmo uno un po’ meno “furbastro”.
Ciò non toglie però che quanto oggi si fa, si dice e si mostra da quei palcoscenici sarebbe più efficace se fosse fatto , detto e mostrato con un minimo di “rispetto “ per chi sta a vederlo e a sentirlo. Ogni parola che ci viene detta, insomma, abbiamo il sacrosanto dovere di stare a sentirla ma anche l’altrettanto sacrosanto diritto di capirla e di ragionarci sopra. Ma qui, purtroppo, entra in gioco un fattore che oggigiorno ha un enorme potere: la fretta. Ed è a causa della fretta che a chi ci parla in televisione e ci comunica le notizie di cui abbiamo bisogno per dare un senso logico alla nostra vita accade di mangiarsi le parole, storpiarle e saltarne qualcuna, talvolta la più importante.
La fretta, del resto, non è mai piaciuta ai nostri progenitori e ce lo confermano vecchi o meno vecchi proverbi e modi di dire come “La fretta è una cattiva consigliera” o “La gatta frettolosa fa gattini ciechi” o “Chi va piano va sano e va lontano”. E talvolta c’entra pure l’amicizia (Aristotele: “Diventare amici in fretta? No, l’amicizia è un frutto che matura lentamente”) e c’entra perfino l’amore (Ovidio: “Nell’amore il piacere non è mai frettoloso”). Nell’antica Roma, ai tempi dell’imperatore Augusto, andava fra l’altro di moda il paradossale ammonimento “Festina Lente”: affrettati, sì, ma con lentezza.
E adesso? I problemi del vivere son tali e tanti che per provare a risolverli occorrono prontezza, immediatezza e quindi fretta. Una vita forse più difficile di quella d’una volta, ma così vuole il destino e al destino non si può dire di no. Ma, se Dio vuole, c’è un’eccezione e si chiama Macerata, una città dove, per fare un esempio, passano mesi e forse anni ma non si riesce a decidere cosa fare in piazza della Libertà, se metterci una gran vasca con acqua zampillante che viene giù e torna su di fronte al Municipio oppure un campo di quello sport che si chiama “pallanuoto”. Di sicuro a Natale avremo la pista di pattinaggio sul ghiaccio. Ma se, come abbiamo detto, la fretta è un difetto, il suo contrario, ossia la lentezza, non è una virtù. Macerata, infatti, è troppo lenta – e perfino ferma – nel progettare il proprio futuro e senza un futuro, ahimé, si rischia di morire.

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