L’Hotel House
alla triennale di Milano
tra i “Nuovi ghetti urbani”
IL PALAZZONE di Porto Recanati portato ad esempio dal vice sindaco Rosalba Ubaldi

Alla triennale di Milano si parla anche di “Nuovi ghetti urbani” con l’esempio dell’Hotel House di Porto Recanati. A raccontare l’esperienza del Maceratese durante la 15esima edizione della “Urban promo progetti per il Paese” è stata la vice sindaco Rosalba Ubaldi, durante il seminario a cura del presidente Urbit Stefano Stanghellini. Il seminario, che si è tenuto martedì, aveva lo scopo di compiere una prima ricognizione del problema nel contesto nazionale, ponendosi vari obiettivi come quello di approfondire la genesi, le dinamiche e di delineare le configurazioni via, via raggiunte nelle varie realtà, di conoscere i tentativi fino ad oggi realizzati dalle amministrazioni alle quali si è presentato il problema e che hanno voluto affrontarlo. In questo contesto, si è parlato sia dei tentativi che hanno avuto successo sia di quelli che non hanno raggiunto i risultati sperati per comprenderne le ragioni, analizzare gli ostacoli ed individuare le modalità operative più efficaci. Ultimo obiettivo che si sono posti i partecipanti è stato quello di verificare la possibilità che l’insorgenza del processo di degrado sia colta in modo tempestivo e che siano poste tutte le iniziative atte ad impedirne l’affermazione. «Tante le realtà di cui si è parlato e su cui ci siamo confrontati – spiega Ubaldi – dal rione Salicella di Afragola a Zingonia, dall’ex Villaggio olimpico di Torino al caso Rnord di Modena. Contesti, luoghi diversi ma con tanti punti in comune. Un confronto molto interessante in cui non sono mancate riflessioni e stimoli».
Fallimento dei progetti di accoglienza fin qui perseguiti dalla politica locale. Disintegrazione invece di integrazione. Gli esempi da seguire sono Svizzera, Australia ed ora anche UK dopo Brexit (se ci sarà).