Il voto del 4 marzo,
D’Alimonte agli Incontri d’autunno
MACERATA - Il direttore del dipartimento di Scienze politiche della Luiss analizzerà il risultato delle urne, sarà intervistato dall'ex deputata dem Irene Manzi. L'appuntamento è per mercoledì alle 21 all'Hotel Claudiani

Roberto D’Alimonte
“Capire per ripartire”. E’ questo il titolo del prossimo appuntamento degli Incontri d’Autunno organizzati dal Circolo Aldo Moro. Mercoledì 14 novembre alle 21 all’Hotel Claudiani di Macerata ospite sarà, direttore del dipartimento di Scienze politiche della “Luiss Guido Carli” e del Centro italiano studi elettorali (Cise). Intervistato da Irene Manzi, ex parlamentare Pd della prossima legislatura, D’Alimonte effettuerà un’analisi del voto del 4 marzo che ha cambiato lo scenario politico italiano. Sarà l’occasione per conoscere nel dettaglio, dati scientifici alla mano, quello che gli italiani hanno voluto dire con il loro voto. A Macerata in particolare, il 4 marzo ha segnato un successo storico della Lega, che in cinque anni è passata da una percentuale da 0, a oltre il 20%. E il conseguente indietreggiamento del Pd, che ha perso il ruolo di primo partito della città.
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Finalmente sapremo. E’ dal quattro marzo che ci si interroga su di una domanda a cui sarebbe bastato dire:” Abbiamo giocato male “. ” Perché abbiamo perso?”. Cercano ancora una risposta. Se vi piace portarvi per il c++o, bene ma non è giusto che uno meno vi vuole sentire, vedere e mille altri desideri, non può aprire un giornale, accendere un televisore senza sentire che dal 4 marzo c’è in girò certa gente, sicuramente di grande intelligenza che ancora si chiede perché sono stati puniti. Qui in molti si stanno chiedendo se le pene che stanno continuando, continueranno, peggioreranno o se siamo fortunati rimarranno tali e quali che già se cosi fosse via un bel cero alla Madonna. Questi vogliono prima sapere e poi con gli stessi mattoni ricostruire almeno il tetto. Poi per le pareti e le fondamenta, muratori, e qui non parlo di massoni ma di nostalgici di un Pd più numeroso, dannoso quanto iniquo, da avviare al lavoro e che ce ne sarebbero ancora un bel po.