Buffa racconta lo sport:
da Michael Jordan
a Mohammed Alí

MACERATA - Sold out al cinema Italia per l'ultimo appuntamento dell'ottava edizione. Il tema della prossima stagione sarà "I numeri"

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di Leonardo Giorgi (foto Fabio Falcioni)

Overtime_Buffa_FF-4-325x216Con il sold out di Federico Buffa, Overtime Festival saluta l’ottava edizione. Oltre 400 persone hanno partecipato all’ultimo incontro dal titolo Le grandi imprese sportive raccontate da Federico Buffa, che ha visto al cinema Italia il maggior esperto di basket a stelle e strisce e probabilmente il miglior storyteller sportivo in circolazione. Altro ospite molto atteso della giornata è stato l’ex calciatore della Juventus, Moreno Torricelli, che vanta un palmares di vittorie invidiabile, fatto di scudetti e coppe europee e internazionali.

«Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio». È il motto di José Mourinho, ma non stonerebbe affatto applicato alla vita e alla carriera di Federico Buffa. Il cantastorie sportivo più famoso d’Italia ha incantato il cinema Italia. Buffa, nelle librerie con la sua ultima fatica letteraria su Mohammed Alí, ha raccontato, nel suo stile, alcune delle più grandi imprese sportive della storia. Si inizia col basket, grande passione dello scrittore condivisa con il commentatore Flavio Tranquillo: “Ho avuto la fortuna di vedere il più grande di tutti i tempi, Michael Jordan. Lui è riuscito a fermare il tempo in due occasioni diverse, vincendo due partite fondamentali per i Chicago Bulls prima e dopo la pausa. Prima di una fondamentale Gara 5 contro gli Utah Jazz, Jordan pretende di tutto in albergo: ordina 6 pizze, un pianoforte che non sa suonare e infine, alle 3 di notte, chiama un medico dicendo che sta per morire. Jordan è rannicchiato in un lago di vomito, 15 ore prima del match. Poche ore prima della partita, Jordan avverte il coach: gioca. Ma non si alza dal letto. I medici cercano di tenerlo idratato per tutto il tempo. Prima della partita Jordan è fermo in panchina, immobile, con un asciugamano in testa. In forma quasi ascetica. Inizia il match e Jordan quasi non si muove. Poi piano piano comincia a giocare. E poi piano piano non è solo Jordan: è Michael Jordan al suo meglio e domina. Ad anni di distanza ha spiegato l’impresa: la partita se l’aveva già giocata tutta in testa. Sapeva in anticipo tutto ciò che sarebbe successo”. Dopo aver raccontato della storica “Gara 6” di Jordan, Buffa passa al concetto del “sapore della vittoria”.

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Dai sigari fumati da Jordan a fine campionato, ai lenti sorsi di vino gustati in silenzio dagli amici Zoff e Scirea dopo la finale del Mondiale dell’82 a Madrid. E se si parla di vittoria e di imprese, Buffa non può fare a meno di parlare di Olimpiadi: “Prima dell’ingegnere Fosberg – racconta il giornalista – il salto in alto era un normale salto in avanti. Un giorno, dopo diversi esperimenti in casa sul divano, decide di sorprendere l’allenatore: salterà all’indietro. Lo osteggiano in tutti i modi, ma come sempre nella storia dell’umanità nessuno pensa che una cosa si possa fare finché qualcuno non lo fa”. Ed eccoci alle Olimpiadi del ‘68: “Il pubblico appena lo vede mica Overtime_Buffa_FF-2-325x216applaude. Vince la medaglia d’oro e spiazza tutti, ma fa di più: tutti da quell’anno salteranno come lui. E questa è, per definizione, un’impresa sportiva”.

Si fa un salto di sei anni e si raggiunge l’apice della boxe e forse dello sport del Novecento: 1974, Mohammed Alí. “Alí – spiega Buffa – negli anni ‘70 è l’uomo più visto e celebre del mondo. È un saggio bambino che neanche si è accorto di aver detto cose rivoluzionarie. Nel ‘74 compie la sua impresa: nessun sceneggiatore al mondo avrebbe potuto scrivere questa storia. Quella notte di ottobre a Kinshasa in Congo, Alì sfida Foreman, un pugile senza pietà dalla potenza esplosiva senza pari. Mohammed quella sera non ha alcuna chance, non solo di vincere, ma di stare in piedi. Ma un uomo che riesce a sfruttare il suo cervello oltre il 20% che cosa fa? Pensa a un modo di vincere la partita, facendo la cosa più sconsigliata per uno come lui di 8 anni più vecchio dell’avversario: fa durare il match più a lungo possibile e soprattutto trova il modo di assorbire i colpi. Si mette alle corde per scaricare i ganci di Foreman e fa perdere la fiducia al nemico, convinto di vincere in due round. Non solo, tra il sesto e settimo round Alí si mette a far cantare tutto lo stadio. All’ottavo decidere di vincere. E lo fa con stile. Quando Foreman cade lo accompagna per terra come un maggiordomo e allarga le braccia come per dire: eccomi, ho vinto anche questa”. Da quella volta Alì aveva terminato ogni scopo nella vita. “Aveva dimostrato che l’uomo – sottolinea Buffa – in certi casi può superare ogni suo limite. Questa secondo me è l’impresa sportiva che non ha eguali nella storia”. Un ultimo pensiero a quella che secondo Buffa è la miglior sportiva italiana della storia: “Non c’è dubbio, Valentina Vezzali. Una vera e propria cannibale”.

Appuntamento allora all’anno prossimo. Overtime tornerà a Macerata dal 9 al 13 ottobre 2019. Tema principale: i numeri dello sport, tra vittorie e sconfitte. «Voglio ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicino – afferma l’organizzatore Michele Spagnuolo -, insieme abbiamo realizzato qualcosa di molto bello. Noi ci vediamo dal 9 al 13 ottobre per la nona edizione che sarà dedicata a I numeri».

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Morena Torricelli oggi a Overtime

Overtime ha trasformato Macerata, portandola alla ribalta nazionale con i tanti protagonisti dello sport. Cinquanta appuntamenti in cinque giorni caratterizzati da una presenza sempre calda del pubblico che ha affollato le varie location del Festival, a partire dall’inaugurazione di mercoledì scorso con Beppe Bergomi che ha raccontato la sua esperienza di calciatore, sopratutto quella giovanile, in un Teatro della Filarmonica tutto esaurito. Seguitissimi gli eventi in piazza Cesare Battisti con Filippo Magnini, quello con Pierluigi Pardo, Giuseppe Cruciani e Marco Ardemagni, quello agli Antichi Forni con Riccardo Cucchi e quelli al cortile del Comune di Macerata con Gianni Petrucci e Boscia Tanjevic e con Francesco Repice e Massimo D’Alema in veste tifoso romanista, solo per citarne alcuni.

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L’incontro con Moreno Torricelli nel cortile del Comune

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