La protesta di 33 famiglie:
«Da due anni senza casa,
manifesteremo al Comune e all’Erap»

TOLENTINO - I residenti di alcune palazzine di via Proietti sono stanchi di non avere risposte: «I danni sono lievi, i lavori devono iniziare. Se non ci dicono cosa faranno, andremo per vie legali». Il rischio è che per poter rientrare serviranno tempi lunghissimi
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Alcuni dei residenti delle palazzine

 

di Monia Orazi

Trentatrè famiglie sono sospese nel limbo di un’attesa che sembra non finire mai: quella di  conoscere la sorte delle loro abitazioni, abbandonate nell’incuria e nel silenzio di via Proietti a Tolentino. «Se non ci rispondono entro una settimana, andremo a manifestare sotto il Comune e sotto l’Erap a Macerata, qui i danni sono lievi devono iniziare i lavori, se non ci dicono cosa faranno, andremo per vie legali, ci siamo già rivolti ad un legale». Così questa mattina un gruppo di residenti si sono ritrovati per una protesta pubblica, per richiamare l’attenzione sulla loro difficile situazione. tolentino-via-proietti-2-650x366C’è chi è in camper, chi in albergo, chi ha trovato casa a Tolentino e chi fuori, tra di loro anche bambini, anziani e disabili, che chiedono di poter rientrare al più presto, tra le mura dove sono sempre vissuti. Per i palazzi che vanno dal civico 6 al dodici, classificati con danni lievi di tipo B, le famiglie che le abitavano da tempo chiedono l’avvio dei lavori. Già l’anno scorso avevano scritto al commissario alla ricostruzione, all’Erap ed alla Regione, per chiedere un celere inizio dei lavori, visto che si tratta di danni lievi, per ridare un tetto e una dignità specie ai nuclei familiari con anziani e disabili. Da poco però è arrivata la doccia fredda, in una comunicazione del direttore Erap di Macerata Daniele Staffolani si specifica che mentre per le palazzine ai numeri civici 2 e 4 è stato disposto uno sgombero parziale e saranno effettuati lavori di miglioramento sismico, per gli altri palazzi, ai civici 6, 8, 10 e 12 di via Proietti, tutto è bloccato. Inizialmente erano stati inseriti nell’ordinanza numero 27 del commissario alla ricostruzione e avrebbero dovuto essere oggetto di miglioramento sismico, cioè lavori di rinforzo, che avrebbero migliorato parzialmente la resistenza al sisma, e non di adeguamento sismico, che prevede un intervento più costoso, per renderli a norma, resistenti secondo i parametri di legge. Dalle analisi del cemento con cui sono stati costruiti, è emerso che è «insufficiente dal punto di vista delle caratteristiche meccaniche», come confermato da successive analisi. Per questo, secondo l’Erap di Macerata: «non risulta tecnicamente ed economicamente fattibile, un intervento di miglioramento strutturale », come previsto nell’ordinanza 27, dunque l’intervento sui palazzi è bloccato. Nella comunicazione di fine settembre dell’Erap si specifica che dovrà essere demolito il palazzo numero sei, per consentire i lavori di miglioramento sismico delle palazzine ai civici due e quattro, per un costo di centomila euro. In pratica gli edifici inagibili di via Proietti sono al di fuori dei finanziamenti previsti per l’ordinanza 27, per demolirli tutti ci vorranno 400mila euro, circa 8 milioni di euro saranno necessari per la ricostruzione.

tolentino-via-proietti-3-650x366Trattandosi di immobili di edilizia residenziale pubblica, le cosiddette case popolari, dovranno essere finanziati tramite un futuro piano per l’edilizia residenziale pubblica, come specificato all’Erap che ne è proprietario, dall’ufficio speciale per la ricostruzione. In pratica per poter rientrare nelle loro case, le trentatrè famiglie dovranno aspettare i tempi lunghi della burocrazia. «Sono stata un anno in camper, poi ho trovato un appartamento in viale della Repubblica, perchè ho una figlia piccola ed un marito cardiopatico, paghiamo 500 euro, qui vogliono far passare i danni lievi da B a danni gravi E e demolire tutto, quando invece si potrebbe rimettere tutto a posto subito», dice una giovane donna. «Sono entrata qui con mio marito nel 1979, da allora nessuno è mai venuto a controllare – racconta una donna – ci sono crepe al primo e secondo piano, ma le colonne sono intatte, non capisco che aspettano a fare i lavori». Spiega una signora anziana: «Io pago 350 euro di affitto per 40 metri quadrati, sono stata a Loreto e a Treia, da poco sono tornata a Tolentino, qui c’è gente anziana, che dovrebbe poter rientrare». Al momento non sembrano esserci tempi brevi per il rientro, ma la pazienza delle famiglie è agli sgoccioli, se non avranno risposte certe, annunciano proteste clamorose.

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