Civitanovese, contestazione degli Ultras:
«No alla demolizione dello stadio,
noi con questa società non ci saremo»

CALCIO - La tifoseria organizzata prende una posizione netta: «Dopo un anno di attesa abbiamo visto solo peggiorare la situazione. Vogliono solo soddisfare i loro interessi attraverso l'edilizia»

- caricamento letture

 

F44A9708-400x267

I tifosi della Civitanovese

 

«Dopo un anno di attesa in cui abbiamo visto solo peggiorare la situazione, riconfermiamo che noi con questa società non ci saremo. E fin quando questa gente continuerà a tenere in ostaggio la Civitanovese noi non torneremo allo stadio». Parole che non lasciano spazio ad interpretazioni quelle dei Civitanovesi Ultras che, in una nota, ribadiscono la loro posizione nei confronti del patron Mauro Profili: «Continueremo a contestare questa società in ogni occasione possibile, cercando anche di boicottare le sue attività e di chi chiunque voglia legarsi a loro tramite sponsorizzazioni».

I tifosi rossoblu si schierano apertamente anche in difesa del Polisportivo: «Ormai lo sanno anche i muri che vogliono demolirlo solo ed esclusivamente per soddisfare i loro interessi: noi non saremo complici nella più grande speculazione edilizia che sia mai avvenuta a Civitanova. Ci reputiamo dei nostalgici romantici convinti oggi più che mai che quel calcio di un tempo, fatto di persone e non di interessi personali possa tornare, così da portare finalmente entusiasmo e aggregazione in quel nostro stadio: non vediamo alcun motivo per cui debba essere demolito».

Le motivazioni che hanno spinto il cuore del tifo rossoblu a schierarsi apertamente contro la proprietà, come già accaduto nella scorsa stagione, sono molteplici. «Una società che decide di acquistare il sodalizio all’asta e, abbandonando il titolo sportivo in Figc, si ritiene libera di farla sprofondare nelle più basse categorie dilettantistiche per non pagare i debiti sportivi derivati dal fallimento Cerolini – sottolineano i Civitanovesi Ultras – , mentre continua a mentire dichiarando che la caduta in Prima categoria sia colpa della Federazione che non ha voluto iscriverla. La stessa società che mantiene rapporti con Bresciani, che denuncia i propri tifosi, cerca di farli diffidare e in un caso ci riesce, dichiarando a più riprese di “volergli fare la guerra”. Una società che gestisce una squadra di giocatori con il sistema fatto ad arte da procuratori -avvoltoi a che ancora oggi, per autoaffermare la propria identità, gioca ancora con le maglie dell’era Patitucci. Siamo stufi di tutto questo».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X