In 43mila per la prima campanella:
ma gli studenti sono in calo
LUNEDI' la prima campanella. Nel Maceratese sono attesi tra i banchi anche 2.584 bambini che inizieranno il primo anno delle elementari. Rispetto a tre anni fa in provincia ci sono circa 2mila iscritti in meno, una diminuzione che si registra in tutte le Marche
di Gianluca Ginella
C’è una cosa che a settembre non cambia mai: arriva un giorno che un bambino o un ragazzino deve mettere da parte l’estate, aprire lo zaino e metterci dentro libri nuovi, astucci con le penne e preparare il tutto perché da lunedì (quest’anno il 17 di settembre) si torna a scuola. Le estati durante l’infanzia e anche quando si è più grandicelli finiscono sempre lì, con quella cartella da preparare per rientrare sui banchi. Uno zaino che a Macerata quest’anno prepareranno 43.142 ragazzi, dai bambini della scuola d’infanzia a quelli delle superiori (che adesso si chiama con un nome che si mastica poco: secondaria di secondo grado). Tre anni fa, nel 2015, erano di più: 45.040. Un calo, quello che registra l’ufficio scolastico regionale, di quasi duemila alunni. Una linea verso il basso sul grafico delle iscrizioni a scuola che riguarda tutte le Marche con gli studenti scesi dai 216mila e qualcosa del 2015 ai 210.227 di quest’anno. Calo che comincia già dalla scuola dell’Infanzia (la materna). A Macerata i bambini che la frequenteranno sono 6.562, mentre nel 2015 erano 7.743, poi scesi nel 2016 a 7.175 a 6.862 l’anno passato. Gli iscritti alla primaria sono, a Macerata, 13.437, tre anni fa erano 13.871. Alle medie (o secondaria di primo grado) all’appuntamento con la prima campanella sono chiamati 8.235 ragazzi (erano 8.578 nel 2015). I più grandicelli, quelli che si siederanno ai banchi di licei e istituti dalle sigle più varie, sono 14.908. Anche qui in calo, da 15.148 del 2015, a 15.042 del 2016, ai 15.161 dell’anno scorso. Tornando indietro al primo anno delle scuole dell’obbligo, nel nostro capoluogo sono 2.584 i bambini chiamati a cominciare gli studi. Per loro lunedì sarà il primo giorno di scuola. Un momento emozionante che per molti resta negli anni un ricordo indelebile. Un percorso di studi che è importante prendere fin dall’inizio come un periodo della vita fatto per conoscere, arricchirsi culturalmente e come un cammino di crescita. E che dovrebbe prescindere dal pensiero di che lavoro lo studio potrà consentirci di fare.
«Il nostro pensiero in questo momento va soprattutto agli alunni e studenti, per i quali è particolarmente importante, oltre l’impegno nello studio, il processo di crescita, formazione ed evoluzione della persona – dice Marco Ugo Filisetti, direttore dell’ufficio scolastico regionale –. A essi vogliamo dire: non sfuggite il vostro tempo, siate abili a prendere il passo di questo mondo che corre veloce, non cercate facili rifugi, non siate “gregge che corre al latrare di cani”, non consumate la vita sprecando il tempo prezioso su schermi elettronici o “fumando un pezzo di canapa”». E proprio per contrastare lo spaccio di droga agli studenti a Macerata polizia e carabinieri da un paio di settimane hanno dato il via a controlli mirati nel capoluogo. Agli studenti Filisetti chiede di essere «coraggiosi come solo la gioventù sa esserlo, guardando con occhi impassibili tutte le difficoltà che il futuro pone davanti. E allora vivete pienamente questa età, consapevoli che il paese è attorno a voi, cammina con voi, sapendo che il domani appartiene a voi».
E poi c’è anche chi, in una provincia colpita dal terremoto, lunedì entrerà per la prima volta in una nuova scuola. Succederà a San Severino, dove giovedì è stato inaugurato il nuovo plesso Tacchi Venturi dal premier Conte. Proprio oggi invece il taglio del nastro per la nuovo scuola a Gualdo. Il tutto mentre i sindaci del cratere continuano a chiedere che vengano mantenuti gli organici e per evitare lo spopolamento scolastico nelle zone del terremoto.
Il premier Conte a San Severino (foto) «Sosterrò territori colpiti dal sisma»
Verso la prima campanella nel cratere tra ritardi e tagli del nastro


