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Piano “Periferie” e fondi sospesi,
la Lega contro Carancini:
«Tanto rumore per nulla»

MACERATA - Il senatore Arrigoni e gli altri parlamentari marchigiani replicano sul decreto Milleproroghe su cui «è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale». Il sindaco aveva denunciato l'approvazione di un emendamento che di fatto bloccherebbe il progetto da 12 milioni per il centro fiere di Villa Potenza
giovedì 9 agosto 2018 - Ore 15:23 - caricamento letture
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Arrigoni e gli altri parlamentari della Lega con Salvini

 

«Molto rumore per nulla». Così il responsabile Lega Marche, il senatore Paolo Arrigoni commenta le denunce dei sindaci di Ancona e Macerata, Valeria Mancinelli e Romano Carancini, contro l’emendamento al Milleproroghe per il bando Periferie approvato all’unanimità dal Senato. Con il Milleproroghe, approvato in Senato e che a settembre arriverà alla Camera, sono stati sbloccati 140 milioni di euro per il 2018, 320 milioni per il 2019, 350 milioni per il 2020 e 220 milioni per il 2021: sono gli avanzi di amministrazione dei Comuni italiani, bloccati da anni. Questi soldi però sono stati stornati dal bando “Periferie”, voluto dal governo Gentiloni, che prevedeva interventi in moltissime città capoluogo. Il bando, infatti, è stato sospeso. E l’emendamento è stato votato anche dai senatori dem. Cosa che di fatti bloccherebbe il progetto da 12 milioni di euro di riqualificazione del centro fiere di Villa Potenza e che ha portato Carancini a definire “il governo delle tre carte” quello grillino-leghista.

«I governi Renzi e Gentiloni – replica Arrigoni, coordinatore Lega Marche – hanno promesso dei fondi con una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale. Perché i sindaci di Ancona e Macerata non se la prendono con il loro Pd e riconoscono al governo il merito di averci messo una pezza?». Secondo Arrigoni, la riduzione forzata dei finanziamenti ha costretto l’esecutivo a procedere secondo una graduatoria che vede operativi 24 dei 120 progetti ammessi al bando. I restanti 96 slitterebbero al 2020, mentre i fondi congelati pari a 1,6 miliardi di euro andrebbero a garantire lo sblocco dell’avanzo di amministrazione degli enti locali.

«Ci vuole coraggio a parlare di scippo quando i beneficiari sono 8.000 anziché solo 96 – attaccano  Arrigoni ed i colleghi parlamentari marchigiani Latini, Patassini, Paolini e Pazzaglini – Ci piacerebbe sapere come giustifica la sua indignazione il presidente dell’Anci Marche Mangialardi». Quella del governo, insomma, per Arrigoni è una mossa intelligente e totalmente condivisibile, tanto che i leghisti considerano ingiustificato il giudizio di irresponsabilità espresso dai sindaci PD sui senatori del loro stesso partito. «Mancinelli, Carancini e gli altri sindaci tifano per il rispetto delle norme? Allora ammettano l’evidenza – conclude il responsabile della Lega Marche – Il Governo ha trasformato una circostanza sfavorevole in opportunità per migliaia tra Comuni e Province virtuosi e lo ha fatto applicando quel criterio di equità e meritocrazia di cui non brillava il bando Periferie. A fronte della riqualificazione delle città, il bando ignorava i bisogni pressanti ed altrettanto urgenti dei piccolo centri. Lo sblocco dell’avanzo della loro amministrazione finalmente servirà a realizzare quanto ad ognuno necessario».

Nuovo centro fiere, Carancini: «Il governo delle “tre carte” ha bloccato tutto»

 



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