Rinuncia a Villa Eugenia,
un comitato per invertire la rotta

CIVITANOVA - Mobilitazione di associazioni, forze politiche e singoli cittadini per convincere l'amministrazione a rivedere la posizione in merito allo storico immobile. Pronte una raccolta firme, una mobilitazione e una proposta di delibera. Corvatta: «Perderla significherebbe perdere il cuore antico di tutti noi»
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di Laura Boccanera

Un comitato, una manifestazione e una delibera che annulli quanto votato l’altra sera in Consiglio su Villa Eugenia. Questo quanto si prepara a fare la mobilitazione trasversale a Civitanova che ha raccolto associazioni e forze politiche, ma anche singoli individui che cercano di far fare un passo indietro all’amministrazione sulla rinuncia alla prelazione di villa Eugenia.

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Dopo la delibera di consiglio dell’altra sera la maggioranza ha dato il via per la trattativa col privato, acquisendo 220mila euro e rinunciando alla prelazione sull’immobile storico e chiudendo così un contenzioso avviato nel 2005 dall’allora sindaco Marinelli. Questa mattina per decidere cosa fare e come approfondire la questione si sono riunite le forze di minoranza in Consiglio (presenti Giulio Silenzi, Tommaso Corvatta, Stefano Ghio, Pierpaolo Rossi, Marco Poeta, Stefano Mei), ma anche Legambiente, l’associazione Arte con Anna Donati e singoli cittadini, fra loro anche Roberto Giannoni, ex dirigente comunale e appassionato di archeologia e storia. Lo scopo è quello di tentare di fare qualcosa affinché si possa tornare indietro su una scelta «presa in fretta e furia e senza interpellare nessuno». La decisione di rinunciare al contenzioso col privato prima della sentenza e quindi a Villa Eugenia è stata portata in commissione lunedì e venerdì votata in Consiglio. Ovviamente col sì del consiglio il Comune potrebbe già far avviare la trattativa e i tempi per il nascente comitato stringono, ma si cercherà comunque di allargare quanto più possibile la base per creare un movimento di popolo. «E’ una battaglia che va fatta, senza speculazioni politiche, un comitato che deve essere di tutti coloro che hanno a cuore Villa Eugenia, al di là della politica, su una cosa come questa non si può essere divisi – ha detto Silenzi – la sfida andava raccolta, invece ci si è liberati di Villa Eugenia vedendola come un peso da parte di amministratori incapaci di gestirne la complessità. Ci sono 6 milioni di euro di Gas Marca che potevano essere in parte investiti per il recupero di Villa Eugenia, ma anche avviare una richiesta di contributi all’Unione europea a misura chiusa per un recupero architettonico». Definisce “scellerata” la rinuncia a Villa Eugenia anche Stefano Mei che sottolinea come acquisire quel bene pubblico avrebbe permesso di avere contenitori culturali, un parco all’altezza della città, sedi per le associazioni: «Pur di evitare la progettualità e schivare una pallottola si è rinunciato a tutto questo». Critici anche gli altri consiglieri, in particolare Poeta e Rossi che denunciano l’accelerazione sull’argomento senza aver potuto disporre di tempi tali da approfondire e informare la città: «Hanno preso una decisione così importante da soli – sottolinea Ghio – non solo senza la città, ma senza i consiglieri. Ci era stato detto che il punto sarebbe stato rinviato e invece alla fine hanno deciso di portarlo lo stesso. Il primo atto da fare è condividere un’azione politico culturale». Tra le proposte che verranno portate avanti, cercando di capire come poter far revocare la delibera ci sono una petizione online e cartacea che partirà a breve, una manifestazione vistosa e un incontro pubblico e una proposta di delibera che annulli quella votata venerdì. «Non è la battaglia di una parte della città – ha chiuso Corvatta – auspico che il centrodestra che si è espresso in maniera contraria si unisca a questo nascente comitato che sarà di tutti, non della sinistra. Perdere Villa Eugenia è perdere il cuore antico di tutti noi».

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