Organici nelle scuole del cratere
Ceriscioli scrive al premier Conte:
«Siamo preoccupati, i tempi stringono»

SISMA - Il governatore chiede la conferma del personale docente e Ata, al di là del numero degli studenti
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Luca Ceriscioli

 

Il presidente della Regione Luca Ceriscioli scrive al premier Giuseppe Conte per chiedere la proroga degli organici docenti e personale Ata per le scuole del cratere. «Siamo preoccupati perché ormai i tempi stringono – spiega il governatore -Tra poco più di un mese gli studenti torneranno nelle aule e al momento sia nel Milleproroghe sia nel decreto sul terremoto, i primi atti del governo, non è stato inserito nessun emendamento per mantenere gli organici degli istituti scolastici del cratere. È fondamentale – scrive Ceriscioli al presidente del Consiglio – che a prescindere dal numero degli alunni venga mantenuto lo stesso organico per garantire le attività scolastiche nei comuni del cratere. Nonostante la distruzione totale che ha riguardato molti piccoli centri la popolazione è disposta a sottoporsi anche a forti disagi e sacrifici pur di riprendere a vivere nel proprio territorio. È di tutta evidenza come il ripristino e la conferma di tutte le attività scolastiche sia un incentivo poderoso all’obiettivo condiviso da tutti che le popolazioni colpite dal sisma possano tornare nelle loro case».

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Quindi Ceriscioli ricorda di aver già lanciato lo stesso appello al ministro Bussetti. «Come abbiamo già avuto modo di sottolineare al ministro Bussetti in una lettera all’indomani del suo insediamento e nel successivo incontro che si è tenuto al ministero – continua il governatore – la nostra priorità è la proroga degli organici dei docenti e del personale Ata, a prescindere dal numero degli alunni e, laddove ancora le scuole non sono ripopolate, di tenere a disposizione gli organici. Ciò, per non mortificare la progettualità del dimensionamento scolastico in questi comuni, in cui è in atto un processo graduale ma costante di ripopolamento, che va di pari passo, ovviamente, con una flessibilità nei numeri relativi alla popolazione scolastica. È per noi vitale – conclude la lettera – che venga garantito, anche a livello scolastico, un adeguato progetto di ricostruzione, che comporti un investimento, e non una diminuzione, sia di sedi che di capitale umano».



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