Teatro della comunità,
Anna Menghi smentisce la Gabellieri:
«Si usi il buonsenso»
CIVITANOVA - Il presidente provinciale dell'Anmic e consigliere d'opposizione a Macerata interviene sull'argomento: «La mancanza di programmazione non è imputabile alle amministrazioni comunali. Superare le polemiche per garantire un servizio importante per la città»
Teatro della comunità, la presidente provinciale Anmic Anna Menghi smentisce l’assessore di Civitanova Maika Gabellieri e sollecita un superamento delle polemiche. Il teatro della comunità, organizzato da Marco Di Stefano, era una forma di laboratorio collettivo aperto a tutti, disabili, stranieri, residenti e non, una forma di condivisione attraverso l’arte e la messa in discussione di se stessi. Un’esperienza portata avanti in numerose città e la cancellazione dalla programmazione di Civitanova ha suscitato rammarico e critiche all’amministrazione. L’ultima in ordine di tempo quella del consigliere Giulio Silenzi. L’assessore però non ha tardato a replicare affermando che ben prima dell’amministrazione Ciarapica, il teatro della comunità non era stato rinnovato per tre anni neanche da Silenzi. Su questo interviene la presidente provinciale dell’Anmic(Associazione nazionale mutilati ed invalidi civili), nonché consigliere d’opposizione a Macerata, Anna Menghi che ha specificato come l’organizzazione del Tdc fosse stato per 12 anni organizzato dall’associazione e il vuoto di programmazione a Civitanova negli anni sottolineati dalla Gabellieri in realtà non sono imputabili ad una volontà politica, ma dalla capacità organizzativa dell’associazione stessa. «Sto leggendo in questi giorni delle polemiche sul teatro della Comunità a Civitanova e me ne dispiace – scrive la Menghi in un post su Facebook – come Anmic provinciale di Macerata abbiamo promosso e organizzato in tutto il territorio provinciale, per oltre 12 anni, il Teatro della comunità perché rappresenta la società ideale, quella in cui non ci sono differenze e a cui tutti dovremmo tendere. Poi abbiamo deciso che poteva camminare con le sue gambe, ma fino a quando lo abbiamo organizzato noi a Civitanova è dipeso solo dalla nostra capacità organizzativa e non dalla disponibilità dell’amministrazione che posso testimoniare c’è sempre stata a prescindere dal colore politico. Mi auguro che sappiate superare le polemiche facendo prevalere il buon senso e garantendo dignitosamente una iniziativa importante per la città».
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La Gabellieri dice che Corvatta nel 2017 aveva ripescato l’abbandonato teatro della comunità. Allora mi chiedo, perché un personaggio come Silenzi, sempre attento, preciso, sempre presente, anche adesso lo è, sempre assiduamente presente che a volte ti viene il dubbio se sia ancora lui il vice sindaco di Civitanova perché continua a comportarsi come se ancora lo fosse. Lo fa, consigliando, chiedendo, supponendo, accusando come ha sempre fatto per amor del vero da quando comparve sulla scena teatrale della politica marchigiana dove è sempre stato primo attore, almeno fino a che non è stato costretto a fare da spalla a Corvatta,visto che neanche lui si fidava più della vecchia partecipazione dei suoi sostenitore nelle vecchie lotte elettorali che forse per l’età, forse perché qualcosa non aveva funzionato o perché la fiducia andava scemando, vedeva calare le probabilità di essere ancora sul palcoscenico come protagonista assoluto. Detto questo, anche se l’evento non è stato programmato per tre anni direttamente dall’organizzazione dell’associazione del ” Teatro di Comunità “, mi chiedo, nelle altre città ha avuto continuità? Se ha avuto continuità e perché l’associazione continuava a programmare e se anche senza, le rappresentazioni sono continuate? E soprattutto mi chiedo perché nonostante l’elogio fatto sopra a Silenzi, quest’ultimo che fa ancora il primo, non ha comunque continuato per i tre anni di vuoto ad occuparsi del TdC e a farne proseguire le attività?