Cancellazione del teatro della comunità
«Con la Gabellieri assessorato
alla discriminazione»

CIVITANOVA - Non regge secondo il Pd la motivazione sui costi: « Si sta parlando di un finanziamento di 4000 euro in un bilancio di un milione e mezzo. Si sono buttati soldi per flop come il cuore di San Valentino e ora si licenzia gli organizzatori di questa iniziativa con un messaggio whatsapp?» . La proposta: «Non facciamo morire questa esperienza, uniamoci per finanziarla»

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Giulio Silenzi, Yuri Rosati e Mirella Franco

«Perdere il Teatro della Comunità significa cancellare un’esperienza culturale e sociale, promotrice di un progetto originale nella città e capace di coinvolgere tanta parte della società civitanovese, anche quella legata al mondo del disagio». Il Pd con Mirella Franco, Yuri Rosati e Giulio Silenzi interviene nel dibattito culturale dopo la cancellazione del teatro della Comunità dalle iniziative promosse dal Comune. Dopo il rammarico dell’organizzatore Marco Di Stefano la politica offre il suo punto di vista sul taglio: «Del tutto incomprensibile la scelta di rinunciarvi fatta dall’assessore alla cultura Gabellieri – scrivono in un comunicato – avallata come al solito dal sindaco Ciarapica e dall’assessore ai servizi sociali che asseconda passivamente. La Gabellieri dice che i problemi di budget hanno reso impossibile inserire l’iniziativa all’interno del cartellone culturale di Civitanova. Ma come si fa? Si sta parlando di un finanziamento di 4000 euro in un bilancio di circa un milione e mezzo, la cifra più alta degli ultimi anni. Una cifra che questa giunta ha tante volte bruciato per sciocchezze e flop come il cuore di San Valentino uno dei tanti esempi e ce ne sarebbero molti altri, ma che oggi nega a un’iniziativa che ha sempre trovato con le amministrazioni precedenti attenzione e risorse. Quest’anno per la prima volta viene respinta».
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Il teatro della comunità

Nella nota i consiglieri di centrosinistra commentano anche il modo utilizzato dall’assessore per comunicare la cancellazione avvenuta domenica con un messaggio su whatsapp: «Ci sarebbe anche da dire sullo stile usato dalla Gabellieri, che con un sms licenzia i promotori. Un modo di fare a cui ci stiamo però abituando visto che usa dividere in amici chi è pronto ad eseguire le sue volontà e nemici invece chi ragiona con la propria testa e non si allinea e basterebbe chiedere a Francesco Centioni o a Silvia Squadroni, entrambi presidenti dell’Azienda Teatri poi dimessi perché non disposti a subire le prepotenze della Gabellieri. Per cui, non un assessorato alla crescita culturale ma alla discriminazione di pensiero. Non si può far cadere un’iniziativa così solo perché la Gabellieri non la vuole. Stiamo parlando di disabilità e di un’esperienza che arricchisce la cultura a Civitanova. E’ necessario che le associazioni, le persone di buona volontà, tutti noi che riteniamo utile e irrinunciabile questa esperienza, ci adoperiamo, ognuno per quello che può, affinché i promotori possano realizzare il progetto questa estate».

Cancellato il teatro della comunità, il rammarico di Di Stefano: «Un torto alla città»


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