Centro sociale in Consiglio,
tanto rumore per nulla

MACERATA - Assise blindata dalle forze dell'ordine. A discussione finita la prima firmataria Pantana ritira la mozione che chiedeva di revocare gli spazi comunali al Sisma perché non vuole che la collega Ciarlantini possa votare. Lei si difende: «Io attivista ma non ho nessun ruolo». Il sindaco: «Non ci sono fatti che giustifichino un esclusione del collettivo». Unanimità invece per chiedere di non spostare il corso di laurea in Scienze infermiersitiche

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Deborah Pantana

di Federica Nardi

(foto di Fabio Falcioni)

«Se Gabriella Ciarlantini partecipa alla votazione, io ritiro la mozione». Finisce così, con l’accetta del consigliere Deborah Pantana sulla sua stessa mozione, il Consiglio comunale di oggi. Con un nulla di fatto dopo un pomeriggio di discussione, in un clima blindato. Le forze dell’ordine infatti hanno presidiato i lavori, già dalla discussione delle interrogazioni. Nel mirino del centrodestra ancora il centro sociale Sisma. La mozione chiedeva sostanzialmente di revocare l’affitto dell’ex asilo di via Alfieri al centro sociale che ne ha fatto la sua sede dal 1997.

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Enzo Valentini, Gabriella Ciarlantini

L’ultima convenzione con il Comune prevede, come ha spiegato anche l’assessore Narciso Ricotta in risposta alla Pantana, circa 600 euro l’anno di affitto più le utenze. Pantana, in accordo con l’altra firmataria Anna Menghi dell’omonimo comitato, ha deciso di ritirare la mozione perché, nonostante il segretario comunale Claudia Tarascio avesse rassicurato in questo senso, secondo lei esisteva un conflitto d’interessi tra l’argomento al voto e la posizione di Ciarlantini, che si è definita durante l’intervento «un’attivista del centro sociale». Non in senso inclusivo, ma proprio per precisare «che io non rappresento il centro sociale sisma – ha detto la consigliera – sono attivista anche in altre realtà ma non ricopro nessun ruolo».

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Narciso Ricotta

Per cui il Sisma terrà la sede. Fatto mai messo in discussione dalla maggioranza che, oltre alla relazione “tecnica” di Ricotta sulla correttezza formale della convenzione con il collettivo, ha ribadito per voce del sindaco Romano Carancini che, «da parte del Sisma non ci sono mai stati fatti che potessero giustificare un’esclusione» e che «non smantelleremo mai il tessuto sociale delle associazioni che grazie a tutta la politica maceratese è cresciuto in questi decenni. Garantisco – ha detto Carancini – che non ci sono amici o non amici, ci sono associazioni che chiedono di poter svolgere attività alle quali, nessuna esclusa, l’amministrazione mette a disposizione degli spazi». Per le affissioni abusive che tengono banco in assise da diverso tempo, e che riportano il logo del Sisma, il sindaco ha aggiunto che «sono state fatte delle multe poi annullate, in sede di ricorso dal giudice di pace». Qualche parola, sia dal sindaco che da altri consiglieri, per esprimere solidarietà all’assessore Stefania Monteverde, attaccata da Casapound che ha affisso uno striscione contro di lei (leggi l’articolo) per la sua posizione sulla vicenda Aquarius. «Un attacco inqualificabile», ha detto Carancini.

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Roberto Cherubini

Ma è il Sisma che tiene banco. Roberto Cherubini, M5s, ha chiesto anche oggi a Ciarlantini di dissociarsi da quanto accaduto il 25 aprile, durante la Pignatta antifascista in piazza Cesare Battisti dove il colletivo Antifa, sfruttando l’autorizzazione all’evento del Sisma, ha montato una riproduzione del duce da far prendere a bastonate dai bambini. Siccome l’autorizzazione, da regolamento, non è cedibile, «è evidente – dice Cherubini -, che è stato disatteso il regolamento comunale e quindi ci sono gli estremi per revocare quell’affitto. Spero che almeno qualche consigliere di maggioranza giudichi questa cosa oggettivamente». Carla Messi aggiunge: «Sappiamo tutti che Antifa e Sisma sono le stesse persone, difendete l’indifendibile». Per Riccardo Sacchi (FI) il punto è che «sappiamo bene, a meno che non vogliamo portarci in giro, che il Sisma in questi anni ha fatto attività politica». Un motivo che varrebbe l’esclusione da uno spazio comunale.

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Romano Carancini

Se il Consiglio si è diviso sul centro sociale, è rimasto unito invece per chiedere all’Asur di non spostare la laurea di Scienze infermieristiche a Montecassiano (leggi l’articolo).Un ordine del giorno con primo firmatario Ivano Tacconi (Udc) che ha trovato l’unanimità (29 sì) e anche qualche rivelazione. «Ho chiesto un incontro ad Asur e Università di Macerata – ha detto il sindaco – per capire come procedere per futuri progetti al belvedere Raffaello Sanzio». L’ex parco Asur infatti al momento è parzialmente inagibile e gli uffici amministrativi di Area vasta si sono spostati a Piediripa.

Prima del Consiglio scontro diretto invece tra Anna Menghi e Ricotta sulla questione dei parcheggi per disabili in centro storico. In via Lauri infatti ne è stato aggiunto uno che, secondo la consigliera, non serve a quello che dovrebbe, in quanto «in una strada in discesa, senza spazio di manovra per uscire dal lato passeggero», ha detto Menghi. Ricotta ha ricordato che «secondo la normativa ci sono anche più spazi di quelli richiesti ma comunque noi siamo per lo spirito di collaborazione, per favorire la sosta di chi ha il contrassegno disabili, anche rivedendo gli spazi in modo più confacente».

Fuori dalla discussione, rimandata al prossimo Consiglio dato che domani la seduta è stata annullata, resta il nuovo centro commerciale di Piediripa. Un progetto su cui già il Movimento 5 stelle ha annunciato battaglia, unitamente alla minoranza e al consigliere Valentini, che ha presentato una mozione sul tema.

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Forze dell’ordine in corso repubblica


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