Controllo del vicinato,
bagarre in Consiglio:
Renna ritira la mozione

MACERATA - Niente voto dopo tre ore di discussione. L'emendamento del Pd non piace al consigliere di Fratelli d'Italia: «Quando una minoranza presenza un testo non potete snaturarlo a colpi di maggioranza»
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di Federica Nardi

“Mutualità” di vicinato invece di “Controllo” del vicinato. Un emendamento alla mozione di Paolo Renna (FdI), presentato e votato dalla maggioranza, che ha fatto infuriare il consigliere d’opposizione tanto da portarlo a ritirare la mozione dopo tre ore di discussione in Consiglio comunale.

 

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Paolo Renna

La richiesta di Renna e di altri consiglieri di minoranza era che il comune di Macerata firmasse con la prefettura il protocollo che attiva e regola il cosiddetto “Controllo del vicinato”, un sistema già attivo in diversi Comuni in cui nei quartieri, chi vuole, può tenersi in contatto (di solito viene usato whatsapp) con dei referenti che in caso di situazioni sospette o di crimini avvisano le forze dell’ordine. La firma del protocollo permette anche l’istallazione della segnaletica che indica i quartieri dove questo tipo di iniziative sono attivate. «A oggi a Macerata – dice Renna – siamo arrivati a circa 200 famiglie che si sono unite all’associazione Controllo del vicinato». Renna parla di dati per cui, con l’attivazione di questi protocolli, si è avuta «una diminuzione di reati reali del 30% fino al 90%. La cosa bella di questo progetto è che è a costo zero per il Comune. L’unica cosa da mettere è l’impegno a farlo partire, poi cammina con le proprie gambe». Oltre alla prevenzione di reati come furti in casa o tentativi di truffe, il Controllo del vicinato, spiega Renna, è utile per «ricucire nella popolazione il senso civico».

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Mario Iesari

 

Iesari ha portato i dati – «Dal 2015 le denunce per furti sono scese da 217 a 166 nel 2017» – e le azioni: «Nel piano di sicurezza urbana sono già previsti due strumenti: videosorveglianza e la figura del vigile di quartiere. Abbiamo già iniziato a lavorare su entrambi questi temi». Quello che non ha convinto l’assessore rispetto alla mozione di Renna è la parola che poi ha acceso la discussione tra maggioranza e opposizione: controllo. «Siamo d’accordo che vicinato e partecipazione attiva cittadina siano positivi e vadano sollecitati. Siamo però convinti che le caratteristiche del modello del controllo del vicinato pongano troppo attenzione su tema del controllo che rischia di essere una chiusura rispetto all’esterno».

 

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Romano Carancini

Da qui l’emendamento del Pd, di base favorevole all’iniziativa, a patto di sostituire la parola “controllo” con “mutualità”. Una proposta che ha diviso l’assise più della mozione in sé. Sacchi ha accusato i firmatari di essere dei «radical chic che non sanno più parlare con le persone». Carancini ha replicato che «a noi piace che l’ordine pubblico lo facciano le forze dell’ordine, non sono per il modello privato. La differenza tra mutualità e controllo del vicinato sta nel fatto che c’è un senso civico, non una responsabilità diretta del cittadino. Il cittadino può certamente contribuire in maniera organizzata se vuole». L’emendamento è passato con 11 voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto. Un voto, arrivato dopo tre ore di discussione, che ha fatto scattare Renna. «Quando una minoranza presenza un testo non potete snaturarlo a colpi di maggioranza», ha detto il consigliere. Mozione ritirata, lavori aggiornati al prossimo Consiglio.



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