Neve, scuole aperte e autobus fermi:
sindaco nel mirino dell’opposizione
TREIA - Secondo i consiglieri Andrea Mozzoni, Gianluca Gagliardini e Michele Palazzesi il primo cittadino avrebbe dovuto prendere atto dei fiocchi caduti nella notte e cambiare decisione. «Ancora una volta, ci troviamo a constatare come il criterio ispiratore delle sue scelte non sia la coerenza né l’interesse pubblico, ma la contemplazione del proprio ego»

San Lorenzo di Treia
«Ancora una volta, ci troviamo a constatare come il criterio ispiratore delle scelte del primo cittadino non sia la coerenza né l’interesse pubblico, ma la contemplazione del proprio ego, inseguendo, anche in questo caso, il termometro del consenso». Andrea Mozzoni, Gianluca Gagliardini e Michele Palazzesi, consiglieri d’opposizione del gruppo “Uniti per Treia” puntano il dito contro la scelta del sindaco di non sospendere le lezioni nelle scuole anche oggi, nonostante la nevicata della notte. «Il sindaco previdente, puntuale e tempestivo nell’ordinare la chiusura delle scuole il 24 febbraio, quando neppure un fiocco di neve era caduto – lamentano i tre – sembra essersi svegliato tardi questa mattina per non aver visto la neve sopraggiunta nella notte e le strade completamente imbiancate. Una situazione tale che il servizio di trasporto scolastico, garantito ieri con un avviso dallo stesso Capponi, non è stato effettuato dall’azienda competente al fine di non mettere a rischio l’incolumità degli studenti». Secondo l’opposizione, insomma, il sindaco stamattina avrebbe dovuto prendere atto della situazione e cambiare la decisione presa ieri. «Diversamente da quanto operato nella notte e nella primissima mattinata dai sindaci dei Comuni limitrofi – aggiungono – dall’alto del suo narcisismo, Capponi, pur di non correggere la sua valutazione e prendere atto della nuova situazione, non ha rilevato condizioni di insicurezza tali da ordinare la chiusura degli edifici scolastici, nonostante l’impossibilità conclamata di operare del servizio scuolabus e la presenza evidente di neve e ghiaccio sugli accessi e le pertinenze delle scuole. Come se non bastasse, a ciò si aggiunge l’assenza di numerosi insegnanti e di intere classi rimaste comprensibilmente a casa con le famiglie».