Hotel House, nel ghetto verticale
«I proprietari speculano sui migranti»

PORTO RECANATI - Oltre 2mila persone, tra cui 700 bambini, vivono nei 17 piani senza acqua, senza ascensori, senza impianto antincendio. Perchè gli affittuari incassano i soldi ma non li versano al condominio. Il reportage del progamma di La7 "Piazza Pulita"
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Enrico Cotronè è uno dei proprietari degli appartamenti dell’Hotel House

 

Riflettori puntati sui proprietari degli appartamenti dell’Hotel House che non pagano il condominio, pur incassando regolarmente gli affitti dagli immigrati ai quali danno i loro appartamenti. Tra questi Enrico Cotronè, proprietario di centinaia di appartamenti, il quale si fa pagare 120 euro per il condominio ma poi non li versa e li tiene per sé. Intanto i 2mila residenti del palazzone multietnico, quasi tutti immigrati, di cui 700 bambini, vivono da anni senza acqua, se non quella di un pozzo abusivo, fatto per sua ammissione dallo stesso Cotronè, senza ascensori, senza impianto antincendio e sommersi dalla spazzatura. Per non parlare delle attività di spaccio, fiorenti tra i 17 piani. A fare luce sulla questione è stato un servizio di Micaela Farrocco andato in onda ieri sera su Piazza Pulita, trasmissione di La7 che ha definito l’Hotel House un ghetto verticale. 

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Uno spacciatore pulisce il tavolo dalla cocaina

Girando nel palazzone la giornalista ha provato a prendere in affitto un appartamento ma senza successo. Gli affittuari preferiscono gli stranieri e sconsigliano gli appartamenti agli italiani. Molto più semplice invece procurarsi una dose di cocaina. «Il Comune ha fatto un’ordinanza – ha detto il sindaco Giovanni Mozzicafreddo, incalzato davanti alle telecamere – la Regione ha stanziato 100mila euro. Ad oggi è stata fatta la gara d’appalto e presto inizieranno i lavori. Siamo in continuo contatto con la Questura, i carabinieri e la Finanza. E’ un fenomeno che non è semplice debellare ma se portano via questa gente è positivo». E sulla qualità della vita nel palazzone multietnico? «Devono pagare il condominio – ha tuonato il sindaco – se pagano avranno i servizi. Non pagano». Se non fosse che a non pagare non sono gli stranieri come farebbero pensare le parole del sindaco ma appunto i 200 italiani possessori della maggior parte delle unità abitative.

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Il sindaco Roberto Mozzicafreddo durante la trasmisisone

Da qualche giorno gli uffici del Comune stanno lavorando per rintracciare i proprietari e recapitare loro i decreti ingiuntivi per quanto dovuto. A far da Cicerone all’interno del palazzo Franca, una dei pochissimi italiani che hanno scelto di vivere lì. «Siamo marchiati, anche sulla carta d’identità c’è scritto che viviamo all’Hotel House, via Salvo D’Acquisto HH».

In una provincia diventata in pochi giorni centro del mondo per temi quali l’immigrazione e la droga, l’Hotel House continua ad essere simbolo di cattiva integrazione e ora anche di speculazione.

(redazione CM)

 

 



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