Sistema di accoglienza a Macerata,
mozione di censura dal centrodestra:
«Carancini si deve dimettere»

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«Romano Carancini, dimettiti». Mozione di censura al sindaco dal centrodestra. E’ stata firmata da sette consiglieri (mancano all’appello solo il Movimento 5 stelle e Anna Menghi). Una rottura netta con l’amministrazione che arriva dopo la settimana più drammatica per la città. Iniziata con la morte di Pamela Mastropietro e terminata, sabato, con la tentata strage a sfondo razzista di Luca Traini.

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Romano Carancini

La sfiducia vera e propria richiede un numero di consiglieri maggiore, secondo lo statuto. Quindi l’atto presentato, formalmente, è una censura. Ma il senso resta quello. I consiglieri chiedono anche all’amministrazione «di fornire tutti i dati per ricostruire la situazione degli extracomunitari presenti in città, dei finanziamenti corrisposti alle associazioni che se ne occupano e del loro utilizzo, a rivedere radicalmente le politiche di accoglienza e di integrazione sin qui adottate, a formalizzare una netta posizione contraria riguardo ai nuovi arrivi di circa 900 migranti in provincia, di cui circa 400 solo a Macerata, nonché a trasmettere la presente mozione al Prefetto, al Questore di Macerata, alle altre autorità di pubblica sicurezza, nonché alle Istituzioni regionali e nazionali». A firmare la mozione Riccardo Sacchi, Maurizio Mosca Andrea Marchiori, Paolo Renna, Deborah Pantana, Francesco Luciani e Gabriele Mincio.

Oggi i consiglieri del Movimento 5 stelle, pur sostenendo l’appello dei giorni scorsi del sindaco a sospendere le manifestazioni in programma questa settimana per non alimentare la tensione in città (quella antifascista di domani resta però confermata), avevano aggiunto: «La nostra buona memoria ci permetterà di chiedere conto, a tempo debito, dei tanti comportamenti dell’amministrazione poco aperti al confronto e alle volte sprezzanti nei riguardi di chi, con massima serietà e senso di responsabilità, denunciava nella nostra città situazioni pericolose e incontrollate».

Ecco la mozione presentata dai 7 consiglieri:

Oggetto: mozione di censura dell’operato del Sindaco ex art. 23 del regolamento dell’attività del Consiglio comunale.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI MACERATA

PREMESSO

Che i tragici fatti di sangue accaduti nei giorni scorsi nella nostra città hanno avuto risonanza mondiale, essendo “rimbalzati” sulle cronache dei media di tutto il mondo, con evidente e grave pregiudizio per l’immagine di Macerata.
Che va fermamente condannata ogni forma di violenza e di razzismo.
Che i maceratesi sono profondamente preoccupati, disorientati e impauriti.
Che da anni, ininterrottamente, l’opposizione consiliare sottopone all’amministrazione e all’opinione pubblica questioni di grande rilevanza, connesse al generalizzato degrado di alcune zone della città, all’aumento dello spaccio di droga, al complessivo aggravarsi della sensazione di insicurezza.
Che, difatti, molteplici mozioni, interrogazioni, interpellanze, incontri pubblici, comunicati, da parte dei gruppi consiliari di opposizione, sono stati proposti, presentati e discussi, su argomenti quali degrado e insicurezza in zone sensibili della città (sottopassi, parcheggi, ecc.), accattonaggio molesto e bivacchi, sul c.d. “controllo del vicinato”, sulla videosorveglianza, sulla trasparenza delle attività e dell’utilizzo delle ingenti risorse economiche da parte delle associazioni che gestiscono l’accoglienza, nonché sui relativi numeri.
Che l’amministrazione, benché più volte formalmente sollecitata, si è ostinatamente rifiutata di fornire alla cittadinanza precise informazioni sulle modalità di accoglienza, sulle strategie adottate al momento della fuoriuscita dai progetti dei soggetti assistiti, nonché sui finanziamenti e sui conti economici delle associazioni che gestiscono l’accoglienza.
Che l’amministrazione ha evidenziato una totale carenza di strategia e di iniziativa per la fase successiva alla fuoriuscita dai progetti, evidenziando la totale inesistenza della c.d. “integrazione”.
Che tale mancata integrazione, di fatto, trasforma i soggetti extracomunitari fuoriusciti dai progetti in una risorsa inestinguibile e a basso costo per la criminalità organizzata che opera nello spaccio e nel traffico di droga.
Che tale fenomeno ha reso, di fatto, la nostra città una centrale nevralgica nella commercializzazione di droga, anche e soprattutto a soggetti minorenni.
Che l’opposizione ha fornito spunti di riflessione, proposte, idee, soluzioni concrete già positivamente adottate in altre città, ma, in ogni occasione, l’amministrazione ha sminuito, sottovalutato e, comunque, respinto ogni iniziativa bollandola come frutto di “fantasie”, “pessimismo” o, addirittura, “sciacallaggio”.
Che le scelte amministrative e politiche operate da questa amministrazione hanno fatto precipitare Macerata in una drammatica e inquietante situazione di incertezza, preoccupazione, insicurezza, facendole perdere l’antico e rimpianto appellativo di “città tranquilla”, nonché rendendo ancor più stridente la contraddizione con la formale denominazione di “Città della Pace”.
Che, da un lato, Sindaco e Giunta hanno favorito o, comunque, non impedito il generarsi delle condizioni prodromiche all’accadere dei gravissimi fatti di cronaca dei giorni scorsi, dall’altro, i comportamenti, il contegno, le dichiarazioni, i risultati, dimostrano l’inadeguatezza del Sindaco a gestirne le conseguenze.
Che le evidenti inadeguatezza e superficialità sono state rilevate anche dai media nazionali, su tutti il “Corriere della Sera”.
Tanto premesso,

CENSURA

l’operato, i comportamenti e le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Macerata a seguito dei fatti di cui in premessa e

IMPEGNA

l’Amministrazione comunale di Macerata a fornire tutti i dati informativi utili a ricostruire esattamente e puntualmente la situazione dei soggetti extracomunitari presenti in città, dei finanziamenti corrisposti alle associazioni che se ne occupano e del loro utilizzo, a rivedere radicalmente le politiche di accoglienza e di integrazione sin qui adottate, a formalizzare una netta posizione contraria riguardo ai nuovi arrivi di circa 900 migranti in provincia, di cui circa 400 solo a Macerata, nonché a trasmettere la presente mozione al Prefetto, al Questore di Macerata, alle altre autorità di pubblica sicurezza, nonché alle Istituzioni regionali e nazionali.



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