Sisma, gli spot della Regione:
quando la solidarietà si scontra
con la realtà delle delibere

IL COMMENTO - Dagli atti con cui sono stati approvati i famosi video promozionali delle Marche emerge che il terremoto ha creato gravissimi e irreparabili danni a tutto il litorale, in particolare al Pesarese. Gli assessori di Ceriscioli, invece di stracciarsi le vesti, dimostrino con i fatti la propria vicinanza ai cittadini terremotati
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di Fabrizio Cambriani

Dopo le aspre polemiche innescate dai video promozionali realizzati dalla Regione Marche mi pare giusto fare il punto della situazione. Soprattutto a seguito della piccata replica di qualche assessore regionale. I clip realizzati sono effettivamente tre, ciascuno di un minuto, per un totale di 180 secondi (compresi intro e fermi immagine), così distribuiti: al mare vanno ben 80 secondi; alla collina 35 secondi; alla montagna 30 secondi e infine ai beni culturali e artistici 20 secondi. Un intero video, l’ultimo, è dedicato esclusivamente al mare e alla riviera. Manca quello solennemente annunciato “dedicato alla cultura e alle opere d’arte.” In verità, indipendentemente dal numero dei video, con due distinti decreti da parte del dirigente del servizio sviluppo e valorizzazione delle Marche, si parla della messa in onda di 106 spot da 15 secondi ciascuno sui canali televisivi Rai e di altri sei spot, sempre di 15 secondi, in occasione del Festival di Sanremo, ancora con la Rai. Volendo fare una comparazione, l’Umbria, televisivamente parlando, ha monopolizzato la sigla iniziale della fiction Don Matteo con i mille, stupendi colori del piano grande in piena fioritura. Castelluccio e il monte Vettore a fare da cornice. Nei decreti dirigenziali si fa tuttavia riferimento a quanto deliberato dalla giunta regionale al gran completo in data 23 gennaio 2017. In particolare alle motivazioni politiche che – come si dice in queste circostanze – sono parte integrante del dispositivo.

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La giunta regionale

Le copio e incollo declinando pure ogni responsabilità sul lessico adoperato. “Motivazione: i recenti eventi calamitosi legati al sisma hanno creato danni ingenti alle strutture ed infrastrutture in parte del territorio della regione Marche, oltre ad aver creato conseguentemente gravissimi danni all’economia regionale, con particolare riferimento al settore del turismo. Aldilà del pur grave ed intenso danno strutturale subito, purtroppo il messaggio che si è oramai diffuso in Italia, fino a varcare i nostri confini, è che la Regione Marche sia stata colpita in pratica su tutto il territorio, tanto è che i primi segnali negativi sono arrivati dalle innumerevoli disdette di prenotazioni dalle strutture ricettive per il periodo natalizio e pasquale, non solo, come comprensibile, nelle aree direttamente colpite e delimitate dal sisma, ma anche su tutta la fascia costiera e collinare oltre all’intera provincia Pesarese che di fatto non sono state interessate dal sisma. Una delle principali motivazioni che hanno portato a questo risultato è stata la impressione trasmessa, dello stato di grave disagio creatosi sul territorio della regione Marche, in quanto la comunicazione dell’estensione complessiva del territorio colpito dal sisma, pari a circa il 65%, non è stato colto come estensione del territorio aggregato delle quattro regioni interessate, ma come danno occorso solo sul territorio della regione Marche. Ciò ha fatto maturare una percezione della notizia completamente fuorviante, dando un risultato che di fatto fa ritenere che i due terzi del territorio regionale siano stati distrutti dal sisma. Infatti nelle riunioni tenutesi in questi ultimi tre mesi nei vari Comuni colpiti dal sisma con le organizzazioni di categoria, la popolazione stessa e gli organi politici e di Governo, sono state rilevate e poste in essere, a più riprese e con grande insistenza, delle richieste precise alla Regione Marche di farsi carico, il più celermente possibile, di interventi di promozione del territorio regionale e di mandare dei messaggi forti sia sul mercato nazionale che estero, sul fatto che non tutto il territorio della Regione Marche sia stato colpito dal sisma, ma in prevalenza solo alcune aree interne senza aver interessato la fascia costiera ed il centro nord della regione, tanto è che la maggior parte delle attività produttive e delle strutture ricettive turistiche nelle Marche rimangono tuttora fiorenti e pronte all’utilizzo. Pertanto con il presente atto si intende definire gli indirizzi operativi al fine di individuare nel breve periodo le azioni di promozione e comunicazione da porre in essere, finalizzate essenzialmente alla messa in onda di spot, pillole e pubblicità sia su tv, radio, promozione digitale e realizzazione di pagine info-turistiche di promozione turistica del territorio”.

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L’assessore Moreno Pieroni

Due sono i dati interessanti messi nero su bianco a imperitura memoria: il primo è che la Regione Marche, nonostante centinaia di migliaia di euro investiti (o buttati?) per curare la propria immagine, non è capace di comunicare nemmeno l’ovvio; il secondo che il terremoto ha creato gravissimi e irreparabili danni, non già ai paeselli dell’epicentro, ma a tutto il litorale. Particolarmente “all’intera provincia Pesarese”. Immagino che come ogni decisione politica, essa motivazione, sia stata frutto di una faticosa ed estenuante mediazione. Credo, inoltre, che gli assessori dell’Ascolano, del Maceratese e del Fermano si siano battuti come guerrieri giapponesi per arrivare a una sintesi quantomeno dignitosa e accettabile per gli interessi dei loro rappresentati. Ritengo, infine, che la prima stesura sia stata come minimo raccapricciante e punitiva per i terremotati tutti. Forse si prevedevano finanche esecuzioni sommarie e atroci, pubbliche torture in patiboli, allestiti in fretta e furia dalla Protezione civile, per i terremotati che hanno, con grave e inescusabile colpa, cagionato siffatti inenarrabili supplizi all’economia rivierasca. Voglio, invece, escludere categoricamente che la Casini, Sciapichetti e Cesetti l’abbiano approvata, così, senza colpo ferire. A causa di questa “percezione della notizia completamente fuorviante” è stata adottata una scelta politica che ha dirottato, distogliendoli ai terremotati, un profluvio di danari pubblici in località balneari e di collina. Questo è scritto. Negarlo o interpretarlo diversamente mi pare impresa ardua. Soprattutto se nella medesima delibera, Ceriscioli e i suoi prodi assessori, hanno pensato bene di accollarsi le spese del pirotecnico capodanno civitanovese. A distanza di ventitré giorni e con votazione palese e unanime, hanno infatti liquidato a Mediaset – ovviamente con soldi vostri e miei – centomila euro, acquisendo il palinsesto della trasmissione di fine anno. A puro titolo di cronaca l’intestazione della delibera era la seguente: “Interventi urgenti per il territorio della regione Marche in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016.” Che ci azzeccasse il capodanno, Gigi D’Alessio e Civitanova con le popolazioni terremotate resta, a distanza di tredici mesi, un mistero.

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Lo spot della Regione

Quello che appare bizzarro, è come sia stato perfezionato il contratto con Mediaset e quali soldi fossero stati stanziati per l’evento, visto che la delibera è stata approvata dopo oltre tre settimane dalla sua realizzazione. Credo, ma lo dico da profano, che ci sia materia di indagine per la Corte dei Conti. Aggiungo che questa motivazione politica è la stessa che ha aperto le porte alla richiesta di danno indiretto che hanno poi avanzato i parlamentari pesaresi del Pd Marchetti e Fabbri, rispettivamente alla Camera e al Senato. Rilevo che nelle normali dinamiche politiche questi rilievi e queste segnalazioni li dovrebbero fare le varie e colorite opposizioni che albergano – sempre a spese nostre – in consiglio regionale. Prendo invece atto con altrettanta amarezza, che per incapacità, scelta ragionata, o vai a sapere il perché, anche loro se ne stanno buone e silenti, lasciando la giunta fare e disfare a proprio piacimento. Quello che invece colpisce è la farisaica ipocrisia degli assessori che si comportano come ingenue verginelle deflorate dal bruto di turno ogni qualvolta qualcuno si permette di criticare il loro agire politico. Piuttosto che stracciarsi (sempre farisaicamente parlando) le vesti strillando sui social e sui giornali, spergiurando ai quattro venti sulla loro innocenza e proclamando la loro totale e incondizionata profusione alla causa dei terremotati, dimostrino d’ora in avanti, con azioni tangibili e soprattutto con adeguate risorse finanziarie di stare davvero dalla parte delle “popolazioni terremotate”. Se lo faranno con atti e fatti concreti – e non come al solito solo a parole – sarò pronto a lodarli pubblicamente senza alcun pregiudizio. Altrimenti, si assumano a viso aperto e coraggiosamente tutte le loro responsabilità. Nel qual caso continuerò a criticarli, ferocemente, come mi è legittimamente consentito, denunciando quelle che a mio avviso sono forme di prevaricazione e ingiustizia.

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