Linda, ambasciatrice
del calendario Curvy
UNA RAGAZZA di Potenza Picena, laureata in Design, protagonista degli scatti per i 12 mesi dedicati alla bellezza fuori dagli standard. «È un messaggio sociale forte che vuole sensibilizzare la comunità troppo legata a dei canoni prestabiliti. Il nostro corpo non deve essere una gabbia»
Una ragazza di Potenza Picena ambasciatrice del calendario Beautiful curvy 2018. E’ stata scelta tra 500 aspiranti in tutta Italia per posare nella nuova edizione del calendario. Lei è Linda Carlocchia, ha 30 anni, ed è protagonista del calendario insieme ad altre 21 ragazze.
Una spiccata vocazione artistica, una laurea in design, art director all’interno dell’agenzia di comunicazione di famiglia, la Map Communication (da oltre 40 anni punto di riferimento nel centro Italia per la consulenza strategica di marketing e comunicazione), Linda è lontana dalla voglia di entrare nel mondo della moda e dello spettacolo ma si è messa in gioco «quasi per scherzo» nel progetto ideato da Barbara Christmann per sposare quella rivoluzione curvy entrata nel fashion system e che ha visto l’escalation di modelle plus-size come Ashley Graham, Robyn Lawley, Jennie Runk, Candice Huffine. Immortalata dall’obiettivo del fotografo di moda Stefano Bidini, Linda attraverso gli scatti rende omaggio ad un messaggio sociale che sottolinea come la bellezza e la femminilità si esprimano in diverse forme, esulando da uno standard estetico prefissato. Linda spiega di aver deciso di partecipare al progetto dopo aver incontrato Barbara Christmann e di averci pensato per un anno prima di accettare: «Non sono il tipo che ama stare sotto i riflettori, mi piace creare, progettare, disegnare. Non faccio la modella – dice Linda –. Ho ascoltato le storie delle altre partecipanti e man mano mi sono appassionata al progetto. Sono stata colpita dalla mission: questo calendario non è un inno all’orgoglio curvy, è un messaggio sociale forte che vuole sensibilizzare la comunità troppo legata a dei canoni prestabiliti. Ragazzi e ragazze plus-size vengono discriminati, a volte con atti di bullismo e troppo spesso le vittime sono i giovanissimi, la cui età non li ha resi ancora consapevoli e pronti all’accettazione di sé e della propria immagine corporea. Ho voluto farmi portavoce di questo messaggio, superando i miei limiti, perché il rapporto con sé stessi è importante, amarsi prima di tutto per poter amare gli altri ed essere amati a sua volta».
Il calendario uscirà a Natale e sarà presentato ufficialmente con la Mostra allo SpazioKappa 32, a Milano, con l’inaugurazione il 10 gennaio 2018 che sarà visibile sino al 24 gennaio. Alle ragazze che non si piacciono davanti allo specchio e spesso sono esageratamente magre, dice «Vorrei che ci fosse una presa di coscienza e di consapevolezza. Il nostro corpo non deve essere la nostra gabbia. Avere un corpo curvy non significa doversi nascondere e vergognare. A volte un corpo morbido e formoso cela difficoltà interne, emotive oppure fisiche. Mi viene in mente una famosa frase del regista scomparso Carlo Mazzacurati che affermava “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile. Sempre”. Vorrei dire quindi alle ragazze di prendersi cura di se stesse, della propria salute ma anche della propria felicità, perché la bellezza esteriore passa da quella interiore. E vorrei dire qualcosa anche alla società, perché prenda atto che la bellezza femminile non passa attraverso una taglia ma attraverso la capacità espressiva della propria singolarità».





Cio’ che puo’ una “CURVY”: TUTTO E DI PIU’
non tanto perche’ “si fa perdonare”,nono’..
magari se s’arrabbia e ti casca addosso,mica ti mena,nono’…ti STIRA,!!
e in tutti i modi le donne che personallmente ho conosciuto “CURVY”..non so cosa, ma han sorrisi e simpatia, allegria.
saro’ matto….a me e’ capitato e capita cosi’-!
Il messaggio che passa da questa iniziativa e’ sicuramente positivo ma non ci pigliamo in giro…
nessuno o quasi condanna il chiletto in piu’ ,ci mancherebbe ma se Belen o similari hanno milioni di fan che le seguono sui social ,forse l’occhio cerca altre cose