Quando Napoleone Bonaparte
a Tolentino inquinò le prove
LA STORIA ROVESCIATA - L'ultimo libro di Enzo Fusari e Simonetta Torresi è gia un cult in libreria. La madre di Bonaparte si stabilì a Macerata durante l'esilio del figlio
E’ già un cult in libreria in questi giorni di strenne natalizie il volume edito da Simple che raccoglie gli studi di Enzo Fusari e Simonetta Torresi. Racconta le vicende maceratesi ed evidenzia il ruolo di Tolentino che fa da scenario all’ascesa di Napoleone dopo il Trattato del 1797 fino ad anticiparne il declino con la sconfitta di Murat nella Battaglia del 1815.
In questo libro scritto insieme a Enzo Fusari, Simonetta Torresi prosegue il suo accanito e passionale lavoro di segugio, di talpa, di investigatrice su “fatti e misfatti della storiografia”. Il titolo sembra atonale, normal: Dal trattato di Tolentino all’Unità d’Italia. E fino a qui niente di nuovo. Ma facciamo un passo indietro, a mo’ di esempio: se Lorenzo Valla non avesse scoperto (carte alla mano) che la donazione di Costantino era un falso (una vera balla), tutti avremmo pensato al contrario circa i rapporti tra la Chiesa e il resto del mondo. Il Valla dimostrò il contrario. Ora osserviamo alcuni passaggi, quasi come una giallo. Quando Napoleone Bonaparte “entra” in Italia, beh, non c’è chi non sappia che fece un bel “sacco”, una sorta di “rapina” o “sequestro” di tanti beni, dall’arte, all’oro,di “reliquie” e persino la Madonna di Loreto fu “rapita” e poi ricollocata.Ma fin qui può andare. Ma perché portò via con se ben 500 manoscritti in lingua latina? Quale urgenza urgeva nel cuore dell’Imperatore? Cosa c’era scritto in quei “fogli” oggi irrintracciabili? Si avverte che a quei tempi Putin non era nato e neppure si parlava della Cia.
Ma le sparizioni documentali la dicono lunga, e anche troppo, circa il vizio di voler “cancellare” la storia, o almeno, un pezzo di essa. Proseguendo di viene a sapere qualcosa di più. Nel 1815 Murat perde a Tolentino e subito dopo si chiude di Congresso di Vienna. Napoleone parte per Sant’Elena. Ma ecco le domande? Ed inoltre come mai, questa volta nel 1814, e precisamente l’11 maggio, dalla “Francia”, Josep Fresch insieme alla sua sorella uterina, Letizia Romualdina, madre di Napoleone , si stabiliscono a Macerata? Insomma, Napoleone è “punito”, sta in esilio, eppure tutti, ma proprio tutti, “concedono” a figli, nipoti, zii, e chi più ne ha più ne metta, di stabilirsi agevolmente e comodamente dalle nostre parti. Qualche nome: Girolamo il fratello risiede a Palazzo Buonaccorsi, l’altro fratello Luciano a Senigallia, la figlia della sorella di Napoleone si sposa ad Ancona. Il giallo storico, non isterico, può continuare. Per ora, e per proseguire nelle prossime puntate, sarà necessario sapere che Napoleone era Ascolano. Ma questa è un’altra storia.
(g.g.)



Non so dei parenti di Napoleone, ma del Corso so che è stato un geniale ed intelligentissimo ladrone e assassino: razziatore di ricchezze ed opere d’arte italiane e massacratore di centinaia di migliaia di cittadini inermi, come rappresaglia per le gesta degli “Insorgenti”, ossia di quelle migliaia di contadini, qualche artigiano e qualche raro sacerdote, che combattevano, dalle Alpi allo Stato pontificio, al grido di “Via Maria” i soldati giacobini, che liberavano le nostre popolazioni in nome della fratellanza, uguaglianza e libertà. Mentre la maggioranza del clero stava rintanato tremebondo nelle parrocchie, e pure con qualche prete giacobino che sosteneva apertamente Napoleone Come oggi avviene con i sostenitori dei cattocomunisti, nemici della religione cattolica.
dove si può acquistare il libro?
Il libro è acquistabile presso l’editore Simple di Macerata ed è in esposizione nelle librerie del centro