Farmaci ai pazienti della casa alloggio,
in tre sotto accusa
per abuso di professione
MUCCIA – Agli imputati, che questa mattina hanno chiesto di fare la messa alla prova, viene contestato di aver organizzato e gestito la struttura in assenza delle necessarie qualifiche per somministrare medicinali
Finiscono sotto accusa per abuso della professione infermieristica in una struttura che ospita persone anziane e adulti in difficoltà. I fatti contestati sarebbero avvenuti fino all’agosto del 2014. Le tre persone imputate al tribunale di Macerata hanno chiesto di fare la messa alla prova che consente di stoppare il procedimento penale ed estinguerlo dopo aver svolto lavori di pubblica utilità concordati con il giudice. L’accusa, sostenuta dal pm Francesca D’Arienzo, contesta agli imputati, nelle qualità (due di loro, un 70enne di Perugia e un 68enne di Marsciano) di legali rappresentanti di una società che aveva in affido il servizio di custodia e guardiania della casa alloggio anziani e alloggio sociale adulti in difficoltà «Don Vittorio Gili» di Muccia, e una terza persona (una 49enne di Camerino) come coordinatrice di fatto della struttura, di aver gestito la casa alloggio dotandola di una stabile organizzazione di mezzi e di personale che però sarebbe stato privo delle necessarie qualifiche professionali per svolgere attività quali la somministrazione di farmaci e l’assistenza infermieristica a pazienti non autosufficienti. In particolare, dice ancora l’accusa, avrebbero organizzato e gestito la struttura abusando della professione infermieristica, esercitata in assenza delle necessarie qualifiche professionali, in quanto venivano somministrati ai pazienti non autosufficienti farmaci per via orale ed endovenosa. I tre imputati, che oggi hanno chiesto al giudice Enrico Pannaggi, di fare la messa alla prova, sono difesi dall’avvocato Fabio Sargenti.
