di Laura Boccanera
Opere d’arte trafugate, vendute, svendute, portate all’estero in musei privati e collezioni personali. Così se ne va il patrimonio italiano, un corpus di manufatti, tele, beni archeologici che lasciano le città in cui sono nate, a volte anche nascoste in tubi di scappamento. E’ una storia che non viene mai raccontata quella che Fabio Isman, giornalista del Messaggero, scrittore e studioso ha svelato in occasione del corso di formazione per cronisti che si è svolto questa mattina a Macerata nella sala conferenze della Camera di commercio. Un corso che ha avuto il merito di divagare dalla deontologia per mostrare come si possa fare informazione e giornalismo d’inchiesta anche occupandosi di cultura. E Isman, appassionato affabulatore e attento, puntuale e meticoloso studioso ha tenuto incollata la platea quasi 3 ore parlando di arte e mercato. Una magnifica ossessione la sua, che dura da oltre 20 anni e che ha saputo raccontare da inviato prima e da scrittore oggi. Ne esce un lavoro che ha il merito di essere una utilissima guida sullo “stato dell’arte” e che procede col metodo accademico, la ricerca, l’analisi, ma che usa il linguaggio divulgativo del giornalismo e che quindi diviene un utile vademecum per curiosi, ma anche per addetti ai lavori. Fabio Isman ha fatto luce su una cronaca giudiziaria spesso snobbata dalle realtà editoriali italiane, ma che racconta di furti e reati legati al traffico delle opere d’arte. Un dato su tutti: il patrimonio che ci resta è minore rispetto a quello che si trova all’estero. Un fenomeno che parte da lontano quando quadri, tele, marmi, ceramiche venivano vendute per finanziare reggimenti o per fare cassa, quasi sempre capolavori. E non va meglio quando l’arte arriva nelle mani di faccendieri che la usano come merce senza troppi scrupoli. E qui le storie si intrecciano fra servizi segreti, addirittura il clan Messina Denaro, rendendo le storie della storia dell’arte trafugata quasi una spy story. E non mancano gli esempi marchigiani e maceratesi. A breve ad esempio si conoscerà il destino del Lisippo bronzeo ripescato nelle acque di Fano e attualmente detenuto dal Getty museum di Malibù. Ma potrebbe esserci anche una storia ancora non emersa che mette in relazione Rodolfo Siviero, ex 007 italiano, e un antiquario di Matelica che avrebbe avuto nella sua bottega una “Lisippa”, un bronzo femminile ripescato insieme al famoso “Atleta vittorioso”. Ed è proprio a Matelica che Isman giunse negli anni d’oro delle sue inchieste alla ricerca della Lisippa. L’antiquario maceratese però negò tutto e forse la Lisippa è ancora in giro, chissà dove, custodita da qualche ricchissimo collezionista straniero. Il corso di formazione di questa mattina è il primo che si è svolto dopo l’avvicendamento alla presidenza con il passaggio di staffetta da Dario Gattafoni a Franco Elisei. Presente con loro anche Rosalba Emiliozzi, fiduciaria Inpgi per le Marche e giornalista del Messaggero.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
Chissà se Franceschini lo sa.