Le palme “hot” di Civitanova?
Facciamoci quattro risate
ma teniamo fuori la politica

IL COMMENTO - Lo strano caso delle luminarie natalizie osè col sotterraneo coinvolgimento dei partiti
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Le luminarie osè di Civitanova

 

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di Giancarlo Liuti

Non sempre ciò che accade in natura è utile oppure dannoso a noi esseri umani. Talvolta, infatti, è semplicemente buffo. E allora, visto che oggigiorno le occasioni di farci quattro risate sono rare, dobbiamo essere grati alle luminarie natalizie di Civitanova e a quanto è accaduto nei giardini di piazza XX Settembre, le cui palme, aggredite da un micidiale coleottero che si chiama “Punteruolo Rosso” (un parassita “curculionide” originario dell’Asia), hanno dovuto subire la totale potatura del fogliame e si sono ridotte a fusti nudi, diritti e pelosi che nella fantasia un po’ lubrica di chi le guarda possono addirittura somigliare alla struttura organica del sesso maschile. E in tal modo, bene illuminate e culminanti in una “cappella” corposa e rotonda, sono entrate – c’illudevamo per ragioni esclusivamente estetiche – a far parte del festoso corredo natalizio di Civitanova.
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Ma qualcuno se n’è scandalizzato, dando così prova di un puritanesimo non solo eccessivo ma del tutto estraneo alla reale sostanza della faccenda. E c’è entrata perfino la politica, con gli avversari del sindaco Fabrizio Ciarapica, esponente del centrodestra, che ne hanno approfittato per criticarne l’adesione – posto che sia stato lui a scegliere la forma “parasessuale” di quelle palme – e, sotto sotto, per auspicarne addirittura le dimissioni. Sto esagerando? Probabile e ne chiedo perdono.

Sappiamo bene, purtroppo, che nell’attuale “confusione ideologica” italiana – dov’è la vera destra, dov’è la vera sinistra, chissà – tutto fa brodo, finanche l’innocentissimo aspetto di un albero fronzuto. Ma non è, intendiamoci, che di questa storia il buon Ciarapica se ne sia fregato. Al contrario, ha fatto sì che la temuta “oscenità” (sic!) di quelle palme rientrasse, il giorno dopo e con qualche ritocco, in confini meno spudorati. La politica, dicevo. Che fino a un recente passato doveva occuparsi esclusivamente dei problemi economici e sociali della cosiddetta gente comune, mentre oggi le si chiede di dare un’occhiata severa pure alle allusioni scurrili che possono provenire dalle palme. Ma tutto fa brodo, ripeto. E lo dico in … palma di mano.

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