Consumo del suolo,
l’allarme di Coldiretti:
«Persi 45mila ettari di terreni agricoli»
LA RICORRENZA - Nella giornata dedicata a questa problematica, l'associazione fa il punto sui campi coltivabili che non ci sono più dal 2000: «Serve un impegno comune per arginare il problema, territorio a rischio. Cementificazione e abbandono sono da combattere»

«La scomparsa di 45mila ettari di terreni agricoli dal 2000 ad oggi mette a rischio non solo l’identità rurale della nostra regione ma lo stesso assetto idrogeologico e chiama le istituzioni a un impegno concreto per invertire un trend preoccupante». E’ l’appello lanciato da Coldiretti Marche in occasione della Giornata del consumo di suolo, che si celebra oggi. In pratica, secondo un’elaborazione di Coldiretti sugli ultimi dati Istat, dall’inizio del secolo è praticamente sparito un terreno coltivato al giorno, con il venire meno della costante opera di manutenzione assicurata dalla presenza degli agricoltori. Un fenomeno sul quale pesa la cementificazione forzata portata avanti in questi anni con effetti disastrosi dal punto di vista ambientale. Nella nostra regione il fenomeno dell’erosione del suolo interessa il 7 per cento della superficie territoriale, ma questa percentuale sale addirittura all’83 per cento se si considerano gli impatti diretti e indiretti a una distanza di 200 metri. «Su un territorio reso così più fragile – denuncia Coldiretti – si abbattono i cambiamenti climatici con precipitazioni sempre più intense e frequenti e vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. Serve dunque un impegno da parte delle amministrazioni a tutti i livelli per difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali, con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola ma anche affrontando quei problemi annosi, come i danni causati dagli animali selvatici, che danneggiano le attività economiche. Occorre inoltre, accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ormai da alcuni anni ferma in Parlamento, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio».