Da Ally McBeal al Batman di Nolan,
al Lauro Rossi il diritto è pop
MACERATA - Donne e supereroi protagonisti della seconda giornata di PhiloDiritto, il festival che mette a confronto la cultura di massa con il mondo degli avvocati. Questa sera la chiusura con il filoshow gratuito Nessuno mi può giudicare

Da sinistra Giulia Boccassi, Maria Masi e Lucrezia Ercoli
di Marco Ribechi
E’ la donna la protagonista della seconda giornata di PhiloDiritto. In attesa del Philoshow ad ingresso gratuito delle 21,30 al teatro Lauro Rossi di Macerata il festival che in maniera originale mette a contatto filosofia, giurisprudenza e cultura pop ha celebrato il mestiere di avvocata partendo dalle figure femminili del piccolo schermo più conosciute e note. Personaggi positivi e negativi che in qualche modo restituiscono l’immaginario sociale che circonda le donne, o almeno parte di esso. Tra le ospiti intervistate da Lucrezia Ercoli Maria Masi, coordinatrice della commissione pari opportunità Cnf e Giulia Boccassi, coordinatrice della commissione pari opportunità Ucpi. Per la sezione Philoficition la discussione parte inevitabilmente da Ally McBeal prima famosissima serie tv con protagonista una donna. «In generale dalle serie americane non esce un’immagine positiva della donna – spiega Boccassi – e tra l’altro lo stereotipo si discosta molto dalla realtà. C’è un grande divario tra queste donne supergriffate che agiscono come uomini in gonnella e l’avvocata italiana, sempre costretta a correre e a dividersi tra famiglia e lavoro».

Angela Azzaro
Cambiano gli ospiti e cambiano anche i temi dell’appuntamento. Sul palco sale Angela Azzaro, caporedatrice de Il Dubbio, per parlare della gogna mediatica, pratica sempre più diffusa, soprattutto sui canali social. «Nella rete ognuno si eleva a censore e sparisce la responsabilità personale per arrivare a un gioco medioevale di colpevolizzazioni assolute – spiega Azzarro – Questo non è un mondo positivo, bisogna riconoscersi nell’errore dell’altro e non stigmatizzarlo. Tra il moralismo assoluto e la libertà io sceglierò sempre la libertà anche se questa ha un prezzo più alto». Tra i casi analizzati lo scandalo sessuale americano che ha visto come personaggi pubblici più esposti Harvey Weinstein, Asia Argento e Kevin Spacey. «Parlare di queste cose prendendo come spunto la filosofia pop – aggiunge Azzaro – è un atto coraggioso e controcorrente. Oggi il processo del tribunale è divenuto un macroformat per ogni trasmissione televisiva in cui ci sono accusati e difensori. Dobbiamo sottrarci a questa logica che vuole vedere la realtà divisa per singoli fatti in cui c’è sempre un colpevole». Ultima trance del pomeriggio è il Cinesophia condotto da Simone Regazzoni dell’Università di Pavia. Al centro della sua discussione la filosofia del diritto nel Batman di Christopher Nolan. «Quando ho visto la trilogia di Nolan ho avuto fin da subito l’impressione di essere di fronte a un pensatore – spiega Regazzoni – Nolan fa un’operazione che entra in contatto con lo spazio giuridico-politico americano di fronte alla minaccia terroristica. Per queste ragioni la trilogia si è inserita nel dibattito degli USA». Il festival si chiuderà alle 21,30 con lo spettacolo filosofico musicale ad ingresso gratuito Nessuno mi può giudicare.

Simone Regazzoni
