Beni comuni e democrazia:
l’omaggio di Unimc a Rodotà
MACERATA - Giornata di studi: il rettore Adornato ha ripercorso, non senza commozione, le tappe maceratesi e alcuni aspetti del lavoro di Rodotà, di cui è stato anche allievo


Francesco Adornato
L’acqua, i beni comuni e la democrazia. A unirli il pensiero di Stefano Rodotà, ricordato oggi dal rettore dell’università di Macerata durante la giornata di studi dell’ateneo dedicata proprio all’acqua. “La necessità di garantire nel tempo i beni comuni, oggi al centro di un conflitto planetario, riporta alla luce il tema dell’uguaglianza, perché l’accesso ad essi non può derivare da logiche di casta secondo le disponibilità finanziarie dei singoli – ha detto Adornato -. Insomma, attorno ai beni comuni si propone la questione della democrazia e della dotazione dei diritti di ogni persona”. A coordinare la giornata “Acqua: il più prezioso dei beni comuni” il docente Erik Longo, nell’ambito del progetto di ricerca internazionale Alice, sulla sostenibilità ambientale, sociale ed energetica del ciclo delle acque. Il simposio pomeridiano è stato dedicato alla figura dell’illustre giurista, che, dopo il periodo di insegnamento negli anni Sessanta, ha sempre mantenuto stretti legami con l’ateneo maceratese, dove ha ricevuto la laurea honoris causa in Scienze della politica giusto sette anni fa.
Era presente per l’occasione la moglie Carla Pogliano, alla quale il rettore ha donato il sigillo dell’Università. Adornato ha ripercorso, non senza commozione, le tappe maceratesi e alcuni aspetti degli studi di Rodotà, di cui è stato anche allievo. “La riflessione di Rodotà – ha concluso il rettore – ha posto l’esigenza di andare oltre il limite dell’esperienza civilistica italiana del tempo attraverso un effettivo scambio tra opinione giuridica e opinione pubblico-politica ed un rapporto sempre più strettamente dialettico tra diritto e società. Credo che siano intenzioni di ricerca che ancora mostrano la loro attualità e indicano a noi un cammino che non è solo giuridico, ma è quello della nostra formazione di cittadini, della nostra capacità di partecipare, di assumere le proprie responsabilità individuali, sociali e collettive”. Al simposio sono, quindi, intervenuti docenti di diritto pubblico e privato nonché economisti come Ermanno Calzolaio, Francesco Adornato, Lucio Francario, Vincenzo Caputi Iambrenghi, Elisa Scotti, Piotr Szwedo, Alberto Longo e Andrea Simoncini.


